E’ domenica, la prima dopo il licenziamento, e nonostante la copiosa nevicata il presidio della NOVAPLAST, e più affollato che mai.
Sfidando la viabilità messa in crisi da una copiosa nevicata, i dipendenti dell’ azienda di Racconigi, hanno raggiunto il presidio per dare il cambio ai colleghi che hanno passato la notte in azienda.
Nonostante il dramma che stanno vivendo sono più che mai determinati a portare avanti tutte le iniziative utili a garantire un lavoro dignitoso a tutti.
Mercoledì 1° febbraio, all’ Unione Industriale di Cuneo, si incontreranno le parti datoriali e i lavoratori con le organizzazioni sindacali FILCTEM e UILCEM, per provare a districare la matassa e dare un po’ di serenità ai dipendenti della Novaplast.
Sono moltissimi coloro che in questi giorni, hanno visitato il presidio dei lavoratori portando la loro solidarietà e incoraggiamenti alle persone presenti, tra questi le autorità del Comune di Racconigi, il parroco e molti cittadini comuni, che oltre a esprimere le loro partecipazione solidare hanno lasciato torte e viveri in segno di solidarietà.
Una presenza molto importante e incoraggiate è stata quella degli alunni delle scuole medie di Racconigi, che si sono presentati al presidio dei lavoratori informandosi e intervistando le donne e gli uomini e chiedendo la loro disponibilità a partecipare nei prossimi giorni a una serie di incontri nelle aule scolastiche.
Questi ragazzi hanno dimostrato grande sensibilità e l’emozione ha coinvolto coloro che in quel momento erano presenti; purtroppo però uguale sensibilità è mancata, almeno per il momento a quei politici che per le competenze che hanno non hanno visitato i lavoratori Novaplast.
Lunedì 30 gennaio i commercianti di Racconigi attueranno una chiusura simbolica, abbassando per 1/4 d’ ora le serrande delle loro attività, mentre ai balconi si intravedono già numerose lenzuola bianche esposte in segno di solidarietà.
La delegazione della Croce Rossa di Racconigi ha messo a disposizione un gazebo, per ripararsi dalle intemperie e gli automobilisti che transitano davanti all’ azienda occupata suonano i loro clacson per far sentire la loro solidarietà.















