Per "non gravare ulteriormente il Comune di spese per l’ottenimento dei decreti ingiuntivi, ottenere la definitiva certezza del diritto derivante dalla rinuncia della Società Reverditi a ricorsi ed appelli ed in tempi certi anche l’incasso delle somme oggetto del contenzioso", la Giunta Comunale di Saluzzo ha deciso di accettare “la proposta di pagamento rateale delle somme dovute” tenuto conto che – in cambio – la controparte rinuncerà a ricorrere in Appello contro la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Saluzzo.
E’ la fine di una lunga storia cominciata addirittura il 20 giugno del 2006. L’impresa “Reverditi Angelo Costruzioni s.r.l.” di Diano d’Alba si aggiudica i lavori di sistemazione di via Macallè per un importo di 263.390,29 euro. Lavori che vengono assunti cinque mesi dopo, il 24 novembre dello stesso anno. Durante questi lavori, però - attingiamo testualmente dalla delibera - vengono “rilevate molte e gravi inadempienze in carico all’appaltatore oltre a ingiustificate pretese economiche extra-contrattuali” e che spingono il Dirigente del Settore Governo del Territorio – Lavori Pubblici a redigere una proposta di risoluzione del contratto di appalto “in colpa dell’appaltatore”. E’ il 7 dicembre del 2007. Un mese dopo, il 10 gennaio 2008, la Giunta fa propria la proposta del Dirigente e approva la risoluzione del contratto “per grave inadempimento dell’appaltatore”. Passano 11 mesi e l’Impresa “Reverditi” cita in giudizio il Comune di Saluzzo, domandandone la condanna al pagamento delle somme in relazione all’appalto.
Dopo un susseguirsi di perizie, di parte e non, nello scorso 2011 arriva la sentenza del Tribunale cittadino, che rigetta tutte le domande formulate dall’impresa e la condanna al pagamento di 15mila euro in favore del Comune di Saluzzo, oltre agli interessi maturati ed al risarcimento delle spese legali e peritali da questi sostenute. Il 9 dicembre scorso i legali dell’impresa consegnano al Comune una “Scrittura privata di transazione” che contiene tutti gli aspetti transattivi di impegno a garanzia e tutela dei legittimi interessi del Comune di rientro delle somme dovute sul quale c’è già la firma dell’impresa “Reverditi”. Quando ci sarà anche quella dell’architetto Flavio Tallone, delegato a rappresentare il Comune, la storia sarà definitivamente conclusa. A più di 4 anni dal proprio “inizio”.













