Nel pieno rispetto della convenzione stipulata dal Consiglio Comunale del 21 luglio 2009 con l’Asilo Infantile “Guido Roccavilla” – che prevede, tra gli adempimenti a carico del Comune, anche l’erogazione di un contributo annuo per le spese di gestione dell’Asilo la cui entità viene stabilita di anno in anno – la Giunta Comunale ha elargito nei giorni scorsi alla propria struttura scolastica “privata” un contributo di 39mila euro, ripetendo così l’importo della somma messa a disposizione l’anno precedente.
Quello appena stanziato, negli intenti della maggioranza consigliare che fa capo al sindaco Roberto Moine, dovrebbe essere l’ultimo contributo della centenaria storia dell’Asilo Infantile del paese. Da tempo infatti l’Amministrazione Comunale sta cercando di trasformare la Materna, oggi privata e guidata da un proprio Consiglio d’Amministrazione di cui è presidente Viviane Rasetto, in “statale”. La storia è annosa e ricca di polemiche: da una parte il CdA che difende con i denti la “creatura” che vive e funziona “bene” da 101 anni, dall’altro un sindaco (in paese ci dicono “estremamente mal consigliato da un suo consigliere”) che invece non demorde e che crede che la “statalizzazione” di quella Scuola dell’Infanzia Paritaria farebbe risparmiare un bel po’ di euro al “suo” Comune. Non tutti concordano su questo.
Un primo tentativo di “statalizzazione” era già naufragato lo scorso anno, nel momento in cui, nonostante le pressanti richieste, il reparto Istruzione della Regione nell’elenco delle circa 40 nuove sezioni della Scuola dell’infanzia previste per il nuovo anno scolastico in Piemonte non aveva inserito Sanfront: in paese – era stato in pillole il giudizio espresso dalla Regione - un Scuola dell’Infanzia già c’è, nonostante l’escamotage del sindaco ne avesse ufficializzato (con una lettera al CdA del “Roccavilla”) una sorta di “morte tecnica” dal 30 giugno. Fu una goffa exit strategy che non sortì gli effetti voluti.
Definimmo il diniego regionale come uno “schiaffone” alle ambizioni del sindaco Moine. Il termine non gli piacque, né gli parse appropriato e lo disse in un Consiglio Comunale, ostentando ottimismo ad oltranza. Successivamente, attraverso il sito internet del Comune, il consigliere di maggioranza Annarosa Rudari con delega all’istruzione si spinse addirittura oltre: “Prendiamo atto della decisione della Regione Piemonte di non autorizzare la statalizzazione della Scuola dell’infanzia di Sanfront, che proseguirà per un anno ancora come scuola paritaria. Abbiamo però avuto conferma dai funzionari della Regione che Sanfront sarà al primo posto nella graduatoria per il prossimo anno, per cui ci sono fondate ragioni per ritenere che dall’anno scolastico 2012-2013 la Scuola dell’infanzia sarà statale”. Praticamente la stessa cosa che si diceva a proposito della graduatoria, non proprio favorevole, appena pubblicata.
Oggi, trascorsi altri mesi e consumati altri viaggi a Torino ed altri incontri, anche recenti, la situazione sembra addirittura essere peggiorata e lo “schiaffone” che quei giorni si stampò sulla guancia destra del sindaco sta per stamparsi "evangelicamente" anche su quella sinistra.
Il 24 aprile scorso, la Regione Piemonte, ha pubblicato una Determina Dirigenziale con la quale vengono ricordati a tutti gli… astanti quelli che sono i criteri per l’istituzione di nuove sezioni di scuola dell’infanzia (per la cui domanda c’è tempo sino al 31 maggio), che verranno autorizzate dalla Regione, fra l’altro, solo a quei “Comuni dove viene meno un servizio erogato da altro soggetto, salvo che lo stesso non venga soppresso per volontà del Comune”.
Basta questo per una nuova bocciatura delle “voglie di "pubblico" del sindaco. Anche qui, dove il “mai dire mai” è più d’obbligo che altrove.














