“Il risvolto giudiziario che ha preso la vicenda Csea non mi stupisce perché sin dall’inizio del mio mandato avevo chiesto chiarezza e trasparenza sui conti di questo ente. Certamente è forte il rammarico per i lavoratori e per quella parte della politica che poteva e doveva fare di più”. Così l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte.
“In questi anni – sostiene l’esponente regionale – ho sempre sollecitato il Comune di Torino, quale socio di riferimento di Csea, ad attivarsi nella propria funzione di controllore. Per più di un anno abbiamo convocato tavoli nei quali Regione e sindacati denunciavano sistematicamente una gestione poco trasparente dei fondi dell’ente formativo. Ho personalmente partecipato a numerose commissioni consiliari nelle quali ho chiesto al vice sindaco di Torino di intervenire per rimuovere il consiglio d’amministrazione. Ma ahimè nessuna azione è stata intrapresa”.
“Dirò di più – continua l’assessore al Lavoro – la Regione Piemonte si era anche resa disponibile ad attivare una due diligence, utilizzando la partecipata Finpiemonte, al fine di analizzare lo stato dei conti e al fine di evitare che la situazione potesse precipitare maggiormente. Anche in questo caso la nostra offerta non è stata accettata”.
“Resta quindi l’amarezza – conclude l’assessore – perché la politica, cioè i soggetti titolati ad intervenire direttamente, potevano e dovevano fare di più. La loro scelta attendista ha penalizzato i lavoratori di Csea, la vera parte lesa di questa vicenda”
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