Si. No. Magari. Forse. Chissà quando. Dopo anni di polemiche e di sacrosante proteste da parte dei residenti della zona circa l’evidentissima scarsa sicurezza in materia di traffico stradale dell’area, neppure l’incontro dell’altra sera con il vicepresidente della Provincia ed assessore alla viabilità Giuseppe Rossetto ed il collega di Giunta con deleghe ai trasporti Roberto Russo ha fugato i tanti dubbi che da anni aleggiano intorno alla realizzazione di una rotatoria in località Morra San Martino di Revello.
Un tratto di strada, quello che transita a fianco della frazione, che a livello di pericolosità non ha eguali lungo la Provinciale che collega Saluzzo a Crissolo e che in passato è stato teatro di incidenti spesso gravi, quando non mortali, complice quasi sempre l’alta velocità dei veicoli in transito, nessuno (o quasi) dei quali rispetta il limite dei 70 chilometri orari. Qui, il problema sicurezza è – come detto – un cavallo battaglia che i frazionisti montano da anni, forse lustri. Qui corre dei rischi di provocare o essere vittima di un incidente sia chi transita longitudinalmente la Provinciale, sia chi cerca (è il verbo più appropriato) di immettevi, sia chi la percorre a piedi o – peggio ancora – tenta di attraversarla.
L’incontro – svoltosi nella saletta polivalente di Piazza della Vittoria - era stato richiesto dalla stessa Amministrazione Comunale che, proprio in vista della realizzazione dell’agognata rotonda, aveva provveduto a stanziare 30mila euro per acquisire i terreni adiacenti alla Provinciale necessari per l’opera. E che ora, perdurando all’infinito l’assenza di ben precise garanzie, potrebbero essere stornati in favori di opere altrettanto prioritarie.
“La rotonda di Morra San Martino – ci ha detto ieri al telefono il vicepresidente Rossetto – è al momento vittima della “spending review” stabilita dal Governo, che ci vieta di accedere a nuovi mutui. Ma la Provincia la ritiene un’opera di assoluta priorità, al punto che - insieme con il termine dei lavori di ampliamento della Provinciale Revello-Envie-Barge – la sua realizzazione è l’unico intervento non eliminato per mancanza di fondi in tutta la Valle Po”.
Ma sul “quando” il buio rimane davvero fitto.













