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Politica | 28 ottobre 2013, 08:28

“La montagna non è solo Unioni di Comuni, ma anche Comuni con servizi convenzionati”

Il sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco attacca il disegno di legge sulla montagna approvato dalla Giunta Regionale: “Destinare l’eventuale riserva del fondo della montagna alle sole Unioni sarebbe un altro scippo consumato a danno di quella stessa montagna”

Il sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco

Il sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco

Continua l’azione di riforma della Regione, improntata alla semplificazione e, in questo caso, al mantenimento delle specificità dei Comuni montani”: il presidente Roberto Cota ha commentato così l’approvazione del disegno di legge sulla montagna avvenuta durante la riunione della Giunta regionale di ieri sera. Il provvedimento, impegna la Regione a promuovere le aree montane, di cui viene riconosciuta la specificità, e individua l’Unione montana come unica forma associativa tra Comuni e come strumento attivo delle politiche regionali in grado di esercitare le funzioni di tutela, promozione e sviluppo della montagna e quelle già attribuite alle Comunità montane, quali la manutenzione ambientale, il turismo, l’artigianato e produzioni tipiche, il servizio scolastico e i servizi essenziali alla persona. Con gravi penalizzazioni, parrebbe d’intendere, per quanti alle Unioni di Comuni hanno preferito i servizi convenzionati.

Di questa idea pare essere anche il sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco.

Il comunicato sul disegno di legge sulla montagna è una ripetizione di quello che un anno fa ha accompagnato la legge regionale sulle ‘Disposizioni organiche in materia di enti locali’ che aveva sancito la soppressione delle Comunità montane e la riorganizzazione del territorio montano in unioni di comuni o convenzioni. Peccato che a tutt’oggi, per colpa della Regione, a distanza di un anno, non sono partite né le unioni né le convenzioni né risultano liquidate le Comunità montane.

L’assessore alla Montagna è cambiato ma le dichiarazioni sono sempre le stesse. Si parla del fondo della Montagna ma in mancanza del testo del disegno di legge, non mi è dato di capire se viene precisata la consistenza in euro di questo fondo, si parla di unioni di Comuni quali eredi naturali della Comunità montane ma non si parla dei debiti di questi enti e da chi dovrebbero essere ripianati”.

Semmai si assiste – continua il dottor Amorisco – perlomeno nelle dichiarazioni regionali, ad una propensione della Regione verso le unioni dei Comuni piuttosto che alle convenzioni, atteggiamento che è in contrasto sia con la precedente legge regionale sia con la legge statale e sotto questo aspetto è da contestare la riserva del fondo della montagna per le sole Unioni e non già anche per le convenzioni. La montagna ha bisogno di essere sostenuta sia se presente nelle Unioni sia se presente nelle convenzioni e pertanto l’eventuale riserva del fondo della montagna per le sole Unioni sarebbe un altro scippo consumato a danno di quella stessa montagna a favore della quale la Regione sostiene di voler intervenire con comunicati che qualificherei solo ‘di facciata’.

Non ci è dato, inoltre, di sapere dal comunicato sul disegno di legge sulla montagna se ha un seguito, auguriamoci di no, l’invito rivolto nel maggio scorso dell’assessore regionale agli Enti locali Molinari ai sindaci compressi nelle Comunità montane, ‘di ipotesi di suddivisione delle risorse onde consentire un percorso di liquidazione coerente ed allineato alle esigenze dei territori delle cui istanze gli stessi amministratori rappresentano i sicuri interpreti e di cui i commissari potranno rendersi meri esecutori’”.

Vale a dire che i debiti  contratti per i programmi fallimentari – conclude il dottor Amorisco - come quelli per il centro della lavorazione del legno di Isasca e per il trasferimento della sede della Comunità Montana da Sampeyre a Frassino debbano essere pagati anche dai Comuni che aderendo alle convenzioni, questi Comuni, hanno deciso di essere fuori dalle Unioni  proprio per non farsi carico di questi pesanti oneri. Il che sarebbe  una vera e propria violazione delle precedente legge regionale n.11/2012 che all’art.12 stabilisce che le Unioni montane di comuni succedono nei beni e nei rapporti attivi e passivi delle Comunità preesistenti”.

D.M.

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