Prima un lungo giro sul bus urbano. Poi una visita al campo migranti allestito presso il Foro Boario cittadino. Questo è stato il martedì di una consistente parte dell’opposizione consiliare di Saluzzo.
Che, per quel che riguarda il primo dei due argomenti, sta ufficializzando proprio in queste ora la propria posizione, presentando una interrogazione alla riunione dei capigruppo.
Perché è lì che si sono registrati i problemi maggiori: un percorso troppo breve, che taglia fuori dal servizio importanti zone cittadine quali quella della Residenza per anziani “Tapparelli” e piazza Castello, il Centro storico, con luoghi di fermata perlopiù invisibili ed corse numericamente insufficienti.
“Così com’è, il servizio non è un servizio ma un costo. Per diventare un servizio bisogna investirci” dicono all’unisono Carlo Savio, Danilo Rinaudo, Stefano Quaglia e Domenico Andreis, che hanno effettuato il sopralluogo.
Meno di un’ora dopo i quattro, cui si era nel frattempo aggiunto anche Dario Miretti, hanno visitato – accompagnati dai responsabili della struttura - il campo di accoglienza che ospita i migranti.
“La situazione – dicono – ci è parsa parecchio migliorata rispetto agli anni scorsi, ci sono i servizi indispensabili e c’è anche un controllo medico. Ma il campo ospita attualmente il doppio di migranti rispetto a quanti dovrebbe/potrebbe ospitarne. Al suo interno vi sono 400 persone (una cinquantina appena quelle che hanno un lavoro) di 18 nazionalità diverse ed è evidente che si tratta di una convivenza difficile, che potrebbe sfociare in problemi di ordine pubblico. Ma, aldilà di questi comprensibili timori che potrebbero derivare anche da una tensione psicologia, torniamo a dire che è sotto gli occhi di tutti come la situazione sia al momento migliorata rispetto alle passate stagioni estive”.












