A gennaio 2015 il Comune di Casteldelfino aveva notificato alla Provincia, a tutela della pubblica incolumità, l’ordinanza sindacale di demolizione (mai posta in essere) dei fabbricati pericolanti in uso come deposito di sale nell’area dell’ex Caserma Conte di Bricherasio adiacente a Piazza Valentino. Dopo un tentativo di permuta dell’area dei fabbricati pericolanti con altra area, rimasto anch’esso senza alcuna risposta della Provincia ed in attesa di un preventivo migliorativo dell’accesso a questa nuova area, il Comune di Casteldelfino aveva allora notificato alla Provincia l’ordinanza sindacale di sgombero finalizzato alla demolizione dei fabbricati pericolanti,
La Provincia, è notizia dell’ultima ora, ha ora promosso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte avverso l’ordinanza sindacale di sgombero, asserendo di aver eseguito lavori di posa in sicurezza dei fabbricati e contestando il pregiudizio della pubblica incolumità sostenuta dal Comune nell’ordinanza di sgombero.
Ma non è finita perché, la Provincia ha promosso - in contemporanea con il ricorso al TAR - altro ricorso al Prefetto per l’annullamento dell’ordinanza sindacale di sgombero dei fabbicati pericolanti.
E la Prefettura, prima ancora che il TAR con procedura d’urgenza esaminasse la richiesta di sospensiva dell’ordinanza sindacale impugnata, ha sospeso l’efficacia della suddetta ordinanza di sgombero assegnando al Comune cinque giorni per il deposito di “valutazioni tecnico/ambientali ovvero di altra documentazione giustificante l’adozione del provvedimento oggetto del ricorso gerarchico”.
Amarissimo il commento del sindaco di Casteldelfino Domenico Amorisco: “Contro i piccoli Comuni la Provincia si sente un leone: non abbiamo ancora dimenticato la dismissione di alcune strade provinciali. E come spesso succede c’è sempre chi si schiera con il più forte sebbene questi questi, anziché lo sgombero, abbia effettuato solo piccoli interventi che hanno la parvenza di una messa di sicurezza a tutela della pubblica incolumità esterna, ma che consentendo l’uso dei fabbricati si dimentica al contempo della sicurezza dei fruitori, esponendo a rischi il personale provinciale dipendente e quello della ditta incaricata del servizio di sgombero neve. E tutto questo per salvare un deposito di sale che, pur servizio prioritario, può essere messo a carico delle ditte incaricate come la stessa Provincia fa per le altre tratte di strade provinciali. Che ci sia bisogno che ci scappi il morto prima di affrontare la questione di petto?”

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