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Politica | 21 settembre 2016, 10:22

Dopo 20 anni la Lega archivia definitivamente il rito dell’ampolla

Salta la festa provinciale del Carroccio in programma per venerdì 23 a Saluzzo: Salvini aveva già altri impegni. Ma l’aspetto più rilevante è che viene annullato il tradizionale appuntamento settembrino in alta valle Po, istituito da Bossi in occasione della Festa dei Popoli Padani

Dopo 20 anni la Lega archivia definitivamente il rito dell’ampolla

Contrariamente a quel che era stato anticipato, venerdì 23 settembre non ci sarà sotto l’ala di ferro di piazza Cavour a Saluzzo la festa provinciale della Lega Nord.

“Matteo Salvini aveva già altri impegni e non sarebbe potuto intervenire a Saluzzo. Del resto – spiega il segretario provinciale del Carroccio Giorgio Maria Bergesioabbiamo concentrato in tre giorni a Pontida gli appuntamenti politicamente più significativi e a distanza di una settimana non era pensabile riuscire ad organizzarne un altro”.

Ma, al di là della festa provinciale che Bergesio dice verrà riproposta più avanti in occasione della campagna elettorale sul referendum, l’aspetto più rilevante è che viene cancellato - probabilmente per sempre - il tradizionale appuntamento di Pian del Re, istituito da Bossi esattamente vent’anni fa, nel settembre 1996.

In verità, il rito del prelevamento dell’acqua alle sorgenti del Po che veniva  poi riversata in mare il giorno successivo dalla Riva degli Schiavoni a Venezia, in occasione della Festa dei Popoli Padani, aveva perso smalto in questi ultimi anni.

Quello di Pian del Re – alla stregua del raduno di Pontida – era un evento tra il simbolico e il folcloristico, caro ai leghisti, che ogni anno richiamava in alta valle Po militanti da tutto il Nord Italia.

Solo in due occasioni la cerimonia dell’ampolla era saltata: nel 2004, quando Bossi era stato colpito da un ictus, e nel 2013. Dopo gli scandali che avevano travolto la famiglia Bossi, l’appuntamento era andato progressivamente spegnendosi, di pari passo con la parabola del fondatore. Salvini lo ha mandato definitivamente in archivio a dimostrazione del fatto – se mai ce ne fosse bisogno – che la “sua” Lega è altra cosa rispetto a quella del Senatur.

Non è un caso se la presidente del gruppo regionale del Carroccio Gianna Gancia – da noi interpellata - si trincera dietro il “no comment” e non vuole spendere una parola sul fatto. Un silenzio che la dice lunga sul clima da separati in casa che si vive oggi nella Lega: a Milano come a Torino. E Cuneo non fa eccezione.         

Giampaolo Testa

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