/ Cuneo e valli

Che tempo fa

Cuneo e valli | 14 novembre 2016, 11:48

Centri di servizi per il volontariato: quali prospettive?

Il contesto piemontese, negli ultimi anni, è stato caratterizzato da un profondo processo di autoriforma e di ottimizzazione delle risorse che ha portato a una riduzione dei Centri di Servizio da 9 a 5. Conferenza stampa sul tema venerdì 18 novembre alle 11 presso l'Hotel Palazzo Lovera a Cuneo

Il logo del CSV

Il logo del CSV

I Centri di Servizio per il Volontariato sono stati istituiti dalla legge 266/91 “Legge quadro sul Volontariato”. L’art. 15, nello specifico, prevede che i Centri di Servizio siano gestiti dalle Associazioni di Volontariato, finanziatida parte delle Fondazioni di origine bancariaeche essi eroghino servizi gratuiti a favoredelle stesse Organizzazioni di Volontariato.

I Fondi Speciali per il Volontariato (FSV) sono stati costituiti (art. 15 della L.266/91) per definire un sistema che potesse supportare e promuovere l’azionedelle Organizzazioni di Volontariatoe qualificarne l’attività. Inognuna delle regioni italiane è istituito un autonomo fondo speciale, con cui vengono finanziate le attività dei CSV istituiti in ambito regionale.

I Fondi sono alimentati dalle somme provenienti, in via esclusiva, dalle Fondazioni di origine bancaria (Fob), che per legge accantonano annualmente un quindicesimo dei proventi. La norma(DM 8/10/1997 “Modalità per la costituzione dei fondi speciali per il volontariato presso le regioni”) prevede che il 50% sia destinato al fondo speciale costituito presso la regione dove le fondazioni hanno sede legale; il restante 50% ad uno o a più altri fondi speciali, scelti liberamente dalle fondazioni stesse.Con l’adozione dell’Atto di indirizzo Visco, nell’aprile 2001, i Fondi speciali hanno subito una decurtazione del 50%; pertanto, alla data odierna, la destinazione annuale è pari ad un trentesimo.Ad integrazione della normativain precedenza richiamata,a partire dal 2005,sono stati sottoscritti accordi nazionali denominati accordi ACRI-Volontariato.

A partire dal 1° gennaio 2015 operano sul territorio regionale cinque Centri di Servizio:

•1 per la provincia di Torino (VOL.TO);

•1 per la provincia di Cuneo (SOCIETÀ SOLIDALE);

•1 per le province di Alessandria e di Asti (CSVAA);

•1 per le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola (CST);

•1 per le province di Vercelli e di Biella (CTV).

Il contesto piemontese, negli ultimi anni, è stato dunque caratterizzato da un profondo processo di autoriforma e di ottimizzazione delle risorse che ha portato a una riduzione dei Centri di Servizio da 9 a 5.

I mutamenti determinati dal nuovo paradigma normativo di riferimento (Legge 106/2016 Riforma del Terzo Settore) prospettano un radicale cambiamento del sistema dei CSV, il cui ambito di operatività si estende, venendo a comprendere soggetti operanti all’interno dell’intero Terzo Settore.

In attesa dell’emanazione dei decreti attuativi della riforma, una rilevanza particolare sta assumendo il tema delle risorse che i CSV avranno a disposizione. Ad oggi, infatti, la disponibilità complessiva per l’anno 2017 ammonta a circa 29 milioni di euro, di cui circa 5 milioni destinati al territorio piemontese. Se da un lato sono in corso approfondimenti per verificare la sostenibilità del sistema e come integrare le risorse disponibili, al contempo si riscontrano significative prese di posizione al fine di superare l’attuale impostazione del 50% di vincolo territoriale a favoredi criteri che possano portare ad una diversa ridistribuzione, come ad esempio la popolazione residente. Con questo nuovo metodo, basato su una ridistribuzione del Fondo Speciale nazionale ai contesti regionali con una quota di 0,66€/abitante, che deriva dal semplice rapporto tra la dotazione auspicata del Fondo speciale nazionale(40 milioni) e numero degli abitanti sul territorio nazionale (60.665.551 abitanti), il Piemonte vedrebbe una decurtazione dei fondi disponibili di circa il 44%, passando da 5.212.631,55 euro a 2.906.802,36 euro (-2.305.829,19); tutto ciò nonostante le Fondazioni bancarie con sede in Piemonte contribuiscano al Fondo Speciale con 10.425.263,10 euro.

Quello descritto rappresenta uno scenario che, qualora divenisse condizione ordinaria di ripartizione delle risorse a favore dei CSV, determinerebbe una profonda rivisitazione dell’intero sistema piemontese e comporterebbe una netta diminuzione delle possibilità di intervento a favore delle organizzazioni di volontariato del territorio. L’80% delle oltre 3.000 Organizzazioni di Volontariato iscritte al Registro Regionale che insistono sul territorio piemontese accede in modo continuativo ai servizi dei Centri di Servizio: la stampa di materiale promozionale e i servizi di supporto logistico per promuovere la cultura della solidarietà, la consulenza specialistica in ambito legale e fiscale perché l’azione volontaria sia sempre accompagnata dall’osservanza delle norme vigenti, la formazione qualificata dei volontari in diversi ambiti, rappresentano alcune delle possibilità offerte dai Centri di Servizioche rischiano, a fronte di quanto richiamato, di registrare una drastica riduzione anche in relazione al numero dei soggetti beneficiari.

Il tema sarà oggetto di ujna conferenza stampa dal titolo “CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO, QUALI PROSPETTIVE?" 

Venerdì 18 novembre ore 11,00 Hotel Palazzo Lovera, via Roma 37 - Cuneo 

Intervengono: i rappresentanti dei Centri di Servizio per il Volontariato: Vol.To (Torino), Società Solidale (Cuneo), CSVAA (Asti e Alessandria), CTV (Biella e Vercelli), CST (Novara e VCO).

Sono stati invitati: i Presidenti delle Fondazioni di Origine Bancaria, i Presidenti degli Istituti Bancari, i Presidenti delle Province e dei Comuni di Torino, Asti, Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e Verbania. 

 

cs

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium