Il 29 dicembre è una data speciale per Bra. È il giorno in cui tutto il popolo della Zizzola si stringe intorno alla sua protettrice, celebrando con una festa molto sentita l’evento miracoloso della fioritura del pruneto, legato all’apparizione della Madonna nel 1336. Anche quest’anno il programma ha riservato intensi momenti di spiritualità e di riflessione, che hanno toccato menti e cuori dei fedeli. Celebrazioni di respiro natalizio, con tante funzioni religiose, devoti provenienti da Busto Arsizio (Varese), pellegrinaggi a piedi da Madonna del Pilone, Cà del Bosco, Falchetto, Boschetto, Cavallermaggiore, Marene Cussanio ed infine il solenne pontificale nel Santuario nuovo, che è stato officiato da monsignor Piero Delbosco. Ad animare i canti è stato il coro di Madonna del Pilone, mentre la liturgia si è svolta alla presenza del clero locale, scortato dall’amorevole cura del rettore del Santuario mariano, don Sergio Boarino. Nel corso dell’omelia, il vescovo di Cuneo ha rivolto il suo pensiero ai presenti, esortandoli a vivere con gioia l’esempio di Maria, mediatrice che ci porta al Signore. “In tutta la storia della salvezza è sempre Dio che prende l’iniziativa verso l’umanità e lo fa con segni che sono un richiamo alla fede, come il cespuglio fiorito che non ha una risposta razionale. Ma il vero miracolo Dio lo compie nell’Eucaristia, quando Gesù si fa vero pane e diventa il segno che ci invita a vivere la vita alla luce della sua Parola. Come cristiani, siamo chiamati, come Maria, a deciderci per Dio, all’ottimismo ed a diventare testimoni luminosi di speranza, in un tempo in cui si va tutti troppo di fretta, mentre i ritmi di Dio sono quelli del contadino che semina e aspetta con pazienza i frutti”.
In chiusura ha poi aggiunto: “Dio ci vuole bene, continua ad operare meraviglie nella nostra vita e seguita a compiere miracoli a cui siamo abituati. Ci aiuti Maria Santissima a ringraziare il Signore che ancora una volta scommette su quel po’ di buono che ha messo nel cuore dell’uomo”.
Dopo la benedizione, foto di rito dei concelebranti davanti al pruneto in fiore, quando sono trascorsi pochi giorni dal solstizio d’inverno. Un’altra bella pagina di storia cittadina è stata scritta.












