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Attualità | 02 febbraio 2026, 12:11

Sette mila cuneesi ancora senza carta di identità elettronica. Da agosto stop al documento cartaceo

La storia della CIE racconta il processo di digitalizzazione del Paese, iniziato a fine anni Novanta. L'accelerazione solo nel 2014

Sette mila cuneesi ancora senza carta di identità elettronica. Da agosto stop al documento cartaceo

Sono poco più di 7.000 i cuneesi residenti nel capoluogo che ancora non hanno la Carta di identità elettronica. 

Proiettando il dato sull'intera provincia, si può stimare che tra i 70 e gli 80 mila abitanti ancora non ce l'abbiano. 

Numeri che vedono la Granda in linea con il dato nazionale, che vede circa un italiano su sei ancora fermo al documento cartaceo. 

In Italia sono infatti dieci milioni quelli che ancora non sono passati alla tessera plastificata dotata di microchip, la CIE, utilizzata per accedere a decine e decine di servizi e per interfacciarsi con la Pubblica amministrazione.

Tutte queste persone avranno tempo fino al prossimo 3 agosto per recarsi presso l'Ufficio Anagrafe del proprio comune di residenza e richiederla. 

Quella cartacea, dal giorno 4, non sarà più valida e quindi non sarà utilizzabile, anche se in corso di validità. Non sarà possibile, ovviamente, utilizzarla nemmeno per espatriare. Diviene quindi necessario, entro e non oltre tale data, sostituire il documento cartaceo con quello elettronico.

Nelle scorse settimane 600 residenti del capoluogo hanno ricevuto la lettera di avviso con la quale il Comune di Cuneo ha ricordato loro di prendere appuntamento all'Ufficio Anagrafe, per poter procedere con l'emissione del nuovo documento. 

Al momento, i primi posti prenotabili sono dal 20 febbraio. Si può prendere appuntamento con facilità al link https://prenotazioni.comune.cuneo.it/servizi/prenotazioni/?idservizio=1902, oppure telefonando allo 0171-444.444 in orario d’ufficio.

La carta di identità elettronica, la cosiddetta CIE, è stata una rivoluzione iniziata più di 25 anni fa, tra sperimentazioni, ritardi e rilanci. 

La sua storia racconta, in fondo, il processo di digitalizzazione del nostro Paese. Processo ancora incompleto, se si pensa ai 10 milioni di italiani ancora in possesso del documento cartaceo. Entro il prossimo 3 agosto dovrà essere completo. 

La data segna un prima e un dopo in una vicenda che ha preso il via alla fine degli anni Novanta, quando si inizia a parlare di un documento di identità digitale. 

Nel 2001 partono le prime sperimentazioni in alcuni Comuni pilota. Le carte vengono prodotte dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ma ci si accorge presto che i costi sono troppo elevati, le infrastrutture informatiche ancora immature e mancas un coordinamento efficace tra enti centrali e amministrazioni locali. 

Bisognerà aspettare un altro decennio e arrivare al 2014 per avere un nuovo modello di carta d’identità, più sicuro e conforme agli standard internazionali, la cui emissione viene gestita dal Ministero dell'Interno. 

La carta d’identità da questo momento non è più solo un documento fisico, ma uno strumento integrato nei servizi digitali dello Stato.

Dal 2016 inizia la diffusione della cosiddetta CIE 3.0, che progressivamente sostituisce la carta d’identità cartacea. Il nuovo documento incorpora un microchip contactless, dati biometrici come fotografia e impronte digitali, e può essere utilizzato anche per l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, in alternativa allo SPID.

Nel 2019 l’Italia adegua la CIE alle nuove norme europee sulla sicurezza dei documenti d’identità, rafforzando ulteriormente i livelli di protezione e uniformando il formato a quello degli altri Paesi dell’Unione. 

Negli anni successivi, al rinnovo del documento cartaceo scaduto, non c'è più stata alternativa alla tessera digitale, ormai posseduta da 48milioni di italiani. 

Dal 4 agosto 2026 il processo sarà completato e tutti avranno l'dentità digitale.

Barbara Simonelli

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