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Saviglianese | 05 febbraio 2017, 14:25

Gli studenti dell'Arimondi-Eula di Racconigi riflettono sulla Shoah

Tante iniziative che hanno avuto come protagonisti gli studenti stessi

Gli studenti dell'Arimondi-Eula di Racconigi riflettono sulla Shoah

Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della memoria, l’Istituto “Arimondi-Eula” di Racconigi ha voluto ricordare le vittime della Shoah attraverso una serie di iniziative che hanno avuto come protagonisti gli studenti stessi.

In particolare, per gli alunni del biennio riuniti in due aule magne dell’Istituto è stata proposta la proiezione del film “ Train de vie” di Radu Mihaileanu, preceduta da un momento di riflessione in cui i ragazzi delle seconde, a gruppi, hanno contestualizzato storicamente lo sterminio ebraico, in Europa e in Italia, evidenziando anche parallelismi con genocidi recenti quali quello in Bosnia e in Ruanda. La mattinata si è poi conclusa con letture ad opera degli allievi del Corso di Teatro tratte da “Se questo è un uomo” di Levi e da “La notte” di Wiesel, per finire con “Scarpette rosse e riccioli biondi” di Lussu e “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari” di Brecht, un ammonimento contro i pericoli che l’ignavia politica, culturale e morale può provocare.

Le classi del triennio invece hanno partecipato, presso la sala polivalente San Giovanni, alla proiezione del film “L’Onda” di Dennis Gansel, tratto dall’omonimo romanzo, seguito da un dibattito coordinato dal signor Piero Balbo dell’ A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani Italiani, nata il 6 giugno 1944) di Verzuolo. “L’Onda”, film del 2008 prodotto in Germania, prende spunto da un esperimento svoltosi nel 1967 in California, che vede come protagonista un insegnante cui viene chiesto di svolgere per una settimana lezioni sul tema dell’autocrazia, l’assolutismo politico. Durante queste lezioni, cui si iscriveranno molti studenti, il professore attuerà un esperimento sociale ideato da lui stesso che andrà a dimostrare come nascano le strutture sociali autoritarie. L’insegnante riuscirà a far capire agli alunni come le masse possono essere facilmente manipolate, ma l”onda”, il gruppo dei suoi allievi, prende molto sul serio i suoi insegnamenti e inizia a diffondere il suo logo con adesivi e graffiti e ad escludere chi non ne fa parte.

Il progetto sfugge di mano anche all’insegnante: durante un’assemblea convocata per sciogliere il movimento, uno degli adepti tira fuori una pistola e uccide prima un compagno e poi se stesso.

Finito il film, Piero Balbo ha guidato gli alunni a riflettere sul fatto che non bastano tutte le conoscenze di questo mondo per non farsi condizionare e che spesso è più facile omologarsi, così come è avvenuto per milioni di tedeschi che si sono prostrati cecamente al Terzo Reich.

Successivamente ha raccontato la deportazione degli ebrei piemontesi, i quali venivano raccolti nel campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo, in una caserma abbandonata, dove passarono 344 prigionieri la cui storia è stata ripercorsa recentemente dalle studiose Adriana Muncinelli e Elena Fallo nel saggio “Oltre il nome”. In provincia di Cuneo 427 furono gli ebrei deportati e di questi soltanto 21 riuscirono a sopravvivere.

Alla fine dell’intervento è stato dato spazio agli allievi, che hanno potuto fare domande ed esprimere loro riflessioni sulla necessità di non rifare più gli stessi errori; come ha sottolineato Balbo “La memoria individuale è ciò che ci fa essere noi stessi, quella collettiva ci rende invece consapevoli della storia del nostro Paese”.

La riflessione sulla Shoah si concluderà per l’”Arimondi- Eula” di Racconigi lunedì 13 febbraio con la partecipazione di un centinaio di studenti all’incontro con Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz , presso l’università di Torino.

c.s.

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