Questa sera, martedì 14 marzo, la 4ª Commissione consiliare si è riunita per una puntualizzazione sulle vaccinazioni, con particolare riguardo per quelle contro il meningococco B.
L'Assessora Gabriella Aragno ha introdotto l'incontro spiegando "il motivo della riunione di stasera è l'invito del Comune di Borgo San Dalmazzo a partecipare alla richiesta fatta alla Regione Piemonte di concedere gratuitamente, a chi ne abbia la necessità, la vaccinazione del meningococco B. Mi sembrava giusto e corretto ragionare sulla necessità della vaccinazione e valutare se il problema della vaccinazione contro il meningococco e quello delle meningiti abbiano creato un trend tra i genitori, maggiore del passato".
Ospite della serata il Direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell'ASL CN1, Domenico Montù, che ha spiegato "È un argomento che ha tenuto banco sui media nell'ultimo periodo e, se prima dovevamo pregare la gente per farsi vaccinare, oggi addirittura arrivano persone che vogliono farsi vaccinare per malattie per cui non esiste vaccino".
"Il problema è che il meningococco B può portare a meningiti fulminanti, in realtà la probabilità è bassissima ma si possono capire le famiglie che vogliono vaccinare i propri bambini. Per il meningococco C i bambini sono già vaccinati ma il vaccino per il B costa caro: 70€ a dose contro i 9€ del C. Costa così caro perché è stato molto difficile ricreare questa cura e inoltre deve essere somministrato in quattro dosi ad ogni neonato, quindi quasi 300€ a bambino".
I nati dal 1° gennaio 2017 dovrebbero avere diritto, con prossima legge regionale, alla vaccinazione per il meningococco B. "Ma fuori da questa classe di età è a pagamento!" ha continuato il medico "Certo vaccinarsi è sempre meglio che non farlo ma il costo attualmente è troppo alto. Come sempre succede nell'ambito della sanità, si devono fare delle scelte orientandosi verso le priorità"."È una malattia fortunatamente rara, in Piemonte parliamo di otto/nove casi all'anno ma quando parliamo di scelte in campo vaccinale non possiamo che orientarci sulle direttive nazionali. La malattia è più frequente nel primo anno di vita, gli altri corrono un certo rischio ma minore".
"Abbiamo già vaccinato 2000 bambini oltre l'anno di età, quindi a pagamento, e ne abbiamo altri 2000 prenotati ma non siamo davanti a nessuna epidemia.Saranno introdotti nuovi vaccini quest'anno, come spesso accade, con l'obbiettivo di spopolare sempre più i reparti di pediatria" ha concluso il Dott. Montù















