Conti in rosso per la sanità del Piemonte, dove non si salva nemmeno il Cuneese. A comprovarlo i bilanci di previsione approvati dalle tre aziende sanitarie e ospedaliere della provincia: l’Aso "Santa Croce e Carle" con un disavanzo di 30,9 milioni di euro, l'Asl Cn2 in rosso per 36 milioni e l'Asl Cn1 che fa poco peggio.
Per quest'ultima il previsionale approvato nel novembre scorso mostra un disavanzo pari a 37,7 milioni. Un risultato che deriva dalla differenza tra costi di esercizio che sfiorano quasi il miliardo (936.916.281,60 euro) e ricavi pari invece a 899.244.018,64 euro.
Il bilancio, come precisato nei documenti che lo accompagnano, è stato calcolato usando solo i fondi certi già assegnati, escludendo altri finanziamenti che arriveranno probabilmente dopo la firma dell’accordo Stato-Regioni sul Fondo Sanitario Nazionale 2025 con relativa ripartizione. Per questo le entrate previste sembrano più basse del reale e nel bilancio previsionale compare un disavanzo, perché alcuni ricavi non sono ancora stati contabilizzati. Allo stesso modo vale per costi o spese.
A questo si aggiunge poi una perdita di 7.852.768,13 euro ereditata dal bilancio 2024.
Secondo le stime di inizio anno, a incidere maggiormente sulle uscite saranno le spese per il personale (pari a 184 milioni di euro, poco meno del 20% del totale), poi quelle per prestazioni di servizi da strutture della rete sanitaria pubblica (circa 219 milioni, di cui 107 da aziende ospedaliere regionali) e i servizi da privati e convenzionati (circa 160 milioni di euro).
Nell’elenco delle voci di costo più rilevanti seguono poi farmaci e dispositivi: 51,1 milioni per medicinali con AIC; 20,5 per dispositivi medici; 18,5 per riaddebito farmaci DPC; assistenza sanitaria con 107,6 milioni per quella ospedaliera da aziende regionali e 36,9 per farmaci (file F) da aziende ospedaliere; 40,63 milioni per le convenzioni mediche tra le quali 30,25 milioni ai medici di base, 6,05 milioni ai pediatri e 4,33 milioni alle guardie mediche.
A fronte di costi di produzione previsti pari a 916,4 milioni di euro, i ricavi saranno invece pari a 899,2 milioni, il 90% dei quali provenienti da trasferimenti regionali.
In particolare i principali derivano da contributi pubblici, che rappresentano circa il 91% delle entrate complessive, per un importo pari a 817.830.296 euro.
"Ricavi e proventi vari" sono pari a 23.107.266 euro e rappresentano circa il 2,6% del totale.
Un’ulteriore componente è costituita da recuperi e rimborsi, che ammontano a 20.460.299 euro, pari a circa il 2,3% dei ricavi complessivi.
I ticket e le compartecipazioni pagate dagli utenti rappresentano invece una quota piuttosto limitata delle entrate, pari a 8.411.439 euro, cioè circa lo 0,9% del totale.
Infine, i costi capitalizzati ammontano a 8.183.441 euro, corrispondenti allo 0,9% delle entrate complessive.
Per quanto riguarda i principali finanziamenti pubblici, la voce più rilevante è rappresentata dal Fondo sanitario regionale indistinto destinato ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che ammonta a 757.674.374 euro.
A questo si aggiungono 23.486.350 euro destinati al finanziamento delle funzioni di emergenza e pronto soccorso (Dea).
Sono inoltre previsti 22.103.449 euro di fondi regionali vincolati, destinati cioè a specifiche finalità sanitarie.
Infine, ulteriori 11.511.937 euro provengono da altri fondi regionali finalizzati, anch’essi destinati a interventi o attività specifiche.
In conclusione va tenuto conto che l’Asl Cn1 serve un bacino di circa 413 mila cittadini e gestisce cinque ospedali. L’obiettivo è chiudere il bilancio consuntivo dell’anno in linea con quello dello scorso anno, oppure con un disavanzo compreso tra i 9 e i 18 milioni di euro.















