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Politica | 31 ottobre 2017, 07:30

Se Matteo Renzi chiamasse, Federico Borgna potrebbe dire di no?

Il segretario del Pd sta pensando ad una grande lista civica nazionale composta da tanti sindaci, a capo della quale ci sarebbe il primo cittadino di Cagliari Massimo Zedda. Il centrosinistra per vincere nel Cuneese deve mandare in campo i suoi esponenti più forti e Borgna, in quanto a consensi e favore popolare, non ha rivali

Federico Borgna

Federico Borgna

Il primo cittadino di Cagliari, Massimo Zedda, a capo di una grande lista civica nazionale alle prossime elezioni del 2018, per rilanciare il Pd e il centrosinistra: con lui molti altri sindaci, tante associazioni con esponenti della cosiddetta “società civile”.

L’ipotesi, che circolava da qualche giorno, ha trovato ieri ulteriori conferme a margine dell’assemblea programmatica del Pd svoltasi nel fine settimana a Napoli al museo ferroviario nazionale di Pietrarsa.

Matteo Renzi vuole blindare il Pd, aprire a un centrosinistra allargato e puntare a tornare a Palazzo Chigi.

Con l’approvazione definitiva del “Rosatellum” le possibilità di un governo del Movimento 5 Stelle sembrano ridotte ai minimi termini.

Nessuno dei tre poli, almeno secondo i sondaggi, sembra infatti destinato ad avere la maggioranza.

Occorrono dunque alleanze e coalizioni.

Il Pd ha davanti a sé due strade: governare col centrosinistra allargato, come ha ipotizzato domenica Renzi a Pietrarsa oppure, dopo il voto, dar vita ad un governo di larghe intese con Forza Italia guidato o dallo stesso Paolo Gentiloni o dal presidente della Bce Mario Draghi.

E visto che i “cugini” scissionisti di Mdp/Art Uno Roberto Speranza, Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema continuano a rispondere picche, Renzi è obbligato a guardare altrove e a puntare su quella che è rimasta l’unica vera forza del centrosinistra nel Paese: i sindaci.

Ciò premesso e considerato che anche in Piemonte e in provincia questo quadro non fa eccezione, che cosa potrebbe succedere?

Il Pd, in quanto tale, nel Cuneese non ha mai raccolto consensi plebiscitari. In compenso, il centrosinistra, a fronte della mancata organizzazione del centrodestra, ha saputo conquistare praticamente tutti i maggiori centri, grazie però a coalizioni connotate civicamente.

Il caso delle ultime amministrative del capoluogo è emblematico. Federico Borgna è stato eletto sindaco di Cuneo al primo turno con oltre il 60% dei consensi e guida al contempo quel che resta dell’Amministrazione Provinciale.

Inoltre, nell’indice di gradimento dei sindaci, è risultato terzo nella graduatoria nazionale alle spalle solo di Dario Nardella (Firenze) e Luigi Brugnaro (Venezia).

Detto in altri termini, è in assoluto l’uomo più forte del centrosinistra nella Granda e, insieme a Sergio Chiamparino, in Piemonte.

A fronte di una nuova chiamata di Renzi, Borgna potrebbe dire di no?

Il sindaco di Cuneo, durante un’intervista rilasciata al nostro quotidiano a fine agosto, non aveva fatto mistero di aver ricevuto profferte in questa direzione, ma – a nostra precisa domanda – aveva risposto di aver declinato l’invito.

Se la sfida elettorale, che Matteo Renzi preconizza come un durissimo “corpo a corpo” specie nei collegi uninominali, richiedesse la sua presenza sul campo di battaglia, potrebbe questa volta rifiutare?

E’ un’ipotesi, in questo momento, assolutamente “di scuola” che cozzerebbe con un’infinità di nodi, ma non per questo destituita di fondamento.

Giampaolo Testa

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