La questione "Ius soli" approda sui banchi del Consiglio comunale di Mondovì, per effetto di un ordine del giorno a firma dei consiglieri di minoranza Stefano Tarolli, Paolo Magnino e Laura Barello che verrà presentato e discusso in occasione della prossima seduta.
Una tematica di strettissima attualità, che i tre firmatari hanno provato a riassumere e dettagliare come segue.
CITTADINANZA ITALIANA E IUS SOLI - "Il formante normativo che oggi regola l'acquisizione della cittadinanza italiana (legge 91 del 5 febbraio 1992 e relativi regolamenti di esecuzione) prevede che essa venga attribuita in almeno tre modi principali: a) attraverso lo ius sanguinis, ovvero in base alla propria ascendenza: il figlio di padre o madre cittadini italiani (art. 1, comma I, lett. a) legge 91/1992); b) per naturalizzazione, a seguito di 10 anni di residenza regolare e continuativa nel nostro Paese, senza differenziazioni tra adulti e minori, per i non comunitari; 4 anni per i comunitari (art. 9 legge 91/1992); c) attraverso lo ius soli, ovvero sulla base della nascita sul territorio italiano, a prescindere dalla cittadinanza dei genitori, nei soli tre seguenti casi: 1. il figlio di genitori ignoti o apolidi o che non trasmettano la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato al quale appartengono (art. 1 comma 1, lettera b) legge 91/92); 2. il figlio di ignoti che venga trovato abbandonato nel territorio italiano e di cui non si riesca a determinare la cittadinanza (art. 1 comma 2 legge 91/92); 3. lo straniero nato in Italia e che vi abbia mantenuto costantemente e legalmente la propria residenza dalla nascita, qualora decida, al raggiungimento della maggiore età - ed entro il termine tassativo di un anno dalla stessa - di chiedere la cittadinanza italiana (art. 4 comma 2 legge 91/1992)".
GLI ALTRI LO FANNO GIÀ - "Sulla base di quanto affermato sopra - continuano i consiglieri -, è evidente come, ancor oggi, lo ius sanguinis, già previsto nella disciplina normativa previgente, risulti essere il modo base di acquisizione della cittadinanza, mentre lo ius soli esclusivamente quello derogatorio. Nella maggior parte dei Paesi del continente americano (tra cui gli USA e il Canada) nonché in molti stati europei (tra cui Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito) vige il principio dello ius soli quale normale metodo di acquisizione della cittadinanza".
GLI STRANIERI IN ITALIA: DATI E STATISTICHE - "A livello nazionale, nel 2015, sono stati circa 72mila i nati in Italia da genitori stranieri e residenti (rappresentano il 14,8% delle nascite nel nostro Paese). I minori costituiscono il 21,2% dell'intera componente straniera che ha raggiunto il numero di 5.026.153 a giugno del 2016. Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono in aumento e hanno raggiunto quota 120mila nel 2014, in particolare proprio grazie all'incremento, soprattutto nelle regioni settentrionali, delle acquisizioni di cittadinanza per residenza e per nascita in Italia. È evidente l'inadeguatezza normativa statale rispetto all'attuale contesto che vede una presenza straniera in Italia notevolmente mutata dagli anni Novanta ad oggi, per quantità e caratteristiche, in particolare per quanto riguarda la presenza di minori e, tra essi, di minori che nascono e crescono in Italia e che, spesso, subiscono conseguenze negative nell'ambito del loro percorso di inclusione e integrazione sociale".
PROPOSTA DI LEGGE - "A ottobre 2015 la Camera dei Deputati ha approvato una riforma della legge 91/1992 unificando 26 differenti proposte di legge. Tale proposta di legge, la "S.2092", attende oggi il passaggio e l'approvazione definitiva al Senato della Repubblica. La riforma propone, in particolare, due innovazioni quanto alle modalità di acquisizione della cittadinanza italiana: 1. il cosiddetto "Ius soli temperato", per cui un minore, nato da genitori stranieri, può acquisire cittadinanza italiana (se c'è la volontà dei genitori entro la maggiore età o comunque entro i 20 anni) se nato in Italia e se almeno un genitore ha un permesso di soggiorno di lungo periodo o un diritto di soggiorno permanente (cittadini UE); 2. il cosiddetto "Ius culturae", per il quale assume un ruolo fondamentale il percorso formativo del minore straniero nato in Italia o che vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Viene ad egli richiesto, al fine dell'ottenimento della cittadinanza, di aver frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno 5 anni, uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale, idonei al conseguimento di una qualifica professionale (se si tratta di istruzione primaria, occorre anche avere avuto un esito positivo di questo percorso). La cittadinanza si acquisisce a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell'interessato".
RIFLESSIONI - "Lo ius culturae riconosce il valore del sistema educativo e scolastico per la formazione di nuovi cittadini e quindi per la realizzazione di una piena integrazione formativa e sociale. Tuttavia, vi è un forte dibattito politico-culturale, anche in seno a forze politiche diverse, per far sì che la proposta "S.2092" divenga legge ancora nell'ambito di questa legislatura".
LA RICHIESTA AL SINDACO E ALLA GIUNTA - L'ordine del giorno, se approvato, sarà inviato a tutti i parlamentari della provincia di Cuneo e impegnerà il sindaco e la Giunta "a promuovere iniziative di formazione culturale al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica monregalese sulla complessa tematica dell'acquisizione della cittadinanza italiana e sul concetto del cosiddetto ius soli; a promuovere, come integrazione del percorso scolastico e in collaborazione con gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, iniziative finalizzate alla conoscenza e alla consapevolezza dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza; a promuovere una giornata all'anno per celebrare l'acquisizione della cittadinanza italiana dei "nuovi" cittadini". Inoltre, inviterà "il Senato della Repubblica a procedere con l'iter di approvazione della riforma sulla cittadinanza".
RINGRAZIAMENTO - Stefano Tarolli, primo firmatario dell'ordine del giorno, ha espresso la volontà di "ringraziare la collega Laura Barello che, pur avendo una posizione differente da quella mia e del consigliere Magnino, ha inteso comunque sottoscrivere il documento al fine di poterci consentire di presentare lo stesso al Consiglio comunale".














