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Politica | 14 luglio 2018, 13:15

Domani si vota a Saluzzo e Castellar: gli elettori chiamati ad esprimersi sulla fusione tra i due Comuni

Urne aperte dalle 8.30 alle 20.30. Consultazione valida anche senza il raggiungimento del quorum, ma a carattere non vincolante. La decisione spetterà comunque alle Amministrazioni comunali

Domani si vota a Saluzzo e Castellar: gli elettori chiamati ad esprimersi sulla fusione tra i due Comuni

Apriranno domattina (domenica) alle ore 8.30 i seggi elettorali di Saluzzo e Castellar, dove la popolazione è chiamata alle urne per il referendum sulla fusione - per incorporazione - tra i due Comuni.

I seggi rimarranno aperti per 12 ore, sino alle 20.30. Dopodiché inizieranno le operazioni di scrutinio.

Lo svolgimento del referendum sarà uguale a qualsiasi appuntamento elettorale: occorrerà presentarsi al seggio muniti della tessera e del documento di identità.
A differenza dei classici referendum, peró, per le consultazioni sulle fusioni tra Comuni, secondo quanto deciso dalla Regione, non servirà il raggiungimento del quorum.

Inoltre, la volontà espressa dall’elettorato non avrà carattere vincolante nella successiva decisione in tema di fusioni che, lo ricordiamo, spetta alle rispettive Amministrazioni comunali.

Addirittura, la Regione ha stabilito che i voti espressi dai comuni interessati dal referendum andranno sommati. Ciò significa che, ufficialmente, vi sarà un unico risultato, dato dalla sommatoria dei “sì” e dei “no”.

Rimarranno comunque pubblici e consultabili i risultati di ogni singolo comune.

Sulla scheda elettorale gli elettori troveranno il seguente quesito: “Siete voi favorevoli alla fusione per incorporazione del Comune di Castellar nel Comune di Saluzzo, secondo quanto previsto dall'art. 1, comma 130, della Legge 7 aprile 2014, n. 56?”.

Nei giorni scorsi, in Valle Bronda, si è sviluppato un ampio dibattito, anche in vista del referendum, con due appuntamenti.

Il primo, ospitato a Pagno, ha avuto come tema della serata il futuro della Valle Bronda. Il secondo, invece, si è soffermato sulle “ragioni del sì” al referendum, con la presenza, a Castellar, dei sindaci di Saluzzo e Castellar, insieme al vicepresidente della Regione Aldo Reschigna.

Non se n’è parlato invece, perlomeno attraverso incontri pubblici, a Saluzzo.

Nella serata di domani (domenica) si saprà quella che è la volontà dell’elettorato. Poi bisognerà attendere gli sviluppi dell’iter, in mano alle Amministrazioni comunali.

Il processo di fusione tra Saluzzo e Castellar, qualora venga proseguito, porterà nelle casse del nuovo ente, il 60% dei contributi statali del 2010 riservati ai due Comuni.

Tradotto: oltre 1milione e 700mila euro all’anno per dieci anni, più “una tantum” regionale di 130mila euro e un incentivo – sempre regionale – da 26mila euro per 5 anni.

Nicolò Bertola

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