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Al Direttore | 31 agosto 2018, 15:03

"Il territorio ha visto cambiare progetti per vent'anni, ora basta": Mino Taricco scrive al ministro Toninelli

Riceviamo e pubblichiamo

Mino Taricco - foto di repertorio

Mino Taricco - foto di repertorio

Gentile Ministro,

ho letto sulla stampa le sue dichiarazioni in risposta alle preoccupazioni espresse dal sottoscritto e da altri rappresentanti istituzionali sui rischi per il completamento dell’autostrada Asti Cuneo, e la ringrazio per la solerte risposta. Trovo però sgradevoli e non degne di un Ministro le allusioni in questa contenute.

Come ho già avuto occasione di dire, le elezioni sono finite da sei mesi; lei da tre è Ministro, e dovrebbe occuparsi nel concreto dei problemi, e non insistere con inutili e sterili polemiche semantiche. Vede Ministro, a me, di come lei intende finanziare il completamento di questa importantissima infrastruttura per il nostro territorio, onestamente, interessa poco purché sia completata bene e nei minori tempi possibili. Le ricordo che la soluzione del Rio prevedeva realizzazione entro fine 2020 - inizio 2021.

Il nostro territorio ha visto cambiare per venti anni progetti e i vari rinnovamenti progettuali, a detta del Ministero che Lei presiede, avevano sempre finalità nobilissime: rendere più trasparenti le gestioni, minore l’impatto ambientale, maggiore la sicurezza, più sostenibile da un punto di vista economico l’opera. Il problema è che siamo ancora qui ad aspettare.

Io ricordo ancora bene la sequenza delle riunioni per illustrare e spiegare le varie novità. Ancora all’inizio della passata legislatura l’allora Ministro Lupi garantiva che l’opera sarebbe stata completata nella sua versione a due canne sotto la collina, salvo poi dover fare i conti con la mancanza delle risorse per realizzarla. La soluzione che era stata individuata nel prolungamento, a determinate condizioni, delle concessioni di alcuni anni, per questa come per altre infrastrutture, in cambio della realizzazione delle stesse, e che aveva avuto la validazione da parte della Commissione europea, per quel che mi riguarda era una soluzione praticabile e realizzabile in tempi certi e celeri. Nulla di più e nulla di meno.

Credo sia giusto verificare ogni migliore altra possibilità di finanziamento e di realizzazione dell’opera, compreso l’ottenere dalla Concessionaria che la realizzi a sue spese, come recentemente ha sostenuto un importante rappresentante, già Ministro, di questo territorio. Solo non vorrei che nuova sperimentazione di nuove ipotesi, per l’ennesima volta, volesse dire rinvio ad incerto futuro.

Io non sono pregiudizialmente a favore delle proroghe o di altre modalità. Sono però convinto che le Istituzioni, e coloro che come me sono impegnati in esse, debbano sentire la responsabilità di dare risposta al diritto e alla necessità di completamento di questa infrastruttura. Questa terra e questa comunità meritano questa risposta.

Sulle modalità come detto lascio a Lei l’onere della proposta della soluzione.

Se non le piace quella che aveva prospettato il precedente Ministro Del Rio, che, detto per inciso, per la prima volta era concretamente percorribile in tempi certi, ne metta in campo tranquillamente un’altra, purché sia realizzabile in tempi altrettanto certi e celeri.

Come si dice da più parti, le parole a questo punto stanno a zero. Giudicheremo sui fatti.

Grato per l’attenzione,

Mino Taricco

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