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Attualità | 08 dicembre 2018, 07:30

4milioni e 200mila chiamate in 21 mesi per il Numero unico emergenze 112 della Regione Piemonte

Le centrali di Grugliasco e di Saluzzo rispondono anche alle richieste che giungono dalla Valle d’Aosta. Del totale, soltanto il 40,8% è stato inoltrato alle centrali di secondo livello, che sono state quindi sgravate dal carico di chiamate inappropriate

Un operatore al lavoro nella centrale unica di Saluzzo

Un operatore al lavoro nella centrale unica di Saluzzo

Nell’arco di tempo compreso tra gennaio 2017 e ottobre 2018, il Numero unico per le emergenze, il 112, della Regione Piemonte ha risposto a 4milioni, 277mila e 700 chiamate.

Il dato è stato presentato, nei giorni scorsi, a Saluzzo, durante la visita della delegazione danese alla Centrale unica di risposta del 112. In questa occasione, il direttore della centrale saluzzese, il dottor Walter Occelli, ha illustrato una serie di dati a livello regionale, che comprendono quindi anche la centrale unica di Grugliasco.

4.277.700 chiamate in totale, che comprendono anche quelle che giungono dalla Valle d’Aosta (la centrale di Grugliasco risponde anche alle richieste di soccorso valdostane). Un bacino d’utenza che supera i 4milioni e 500mila abitanti (Piemonte e Valle d’Aosta), con 1256 città e paesi; a sua volta, la popolazione è equamente suddivisa sulle due centrali uniche: 2.438.648 abitanti “afferiscono” alla Cur di Grugliasco, 2.134.884 a quella di Saluzzo. Il territorio di riferimento si suddivide invece tra pianura (26,4%), collina (30,3%) e montagna (43,3%).

La centrale di Grugliasco risponde alle chiamate di Torino (città e provincia) e della Valle d’Aosta. Su Saluzzo, invece, “cadono” le chiamate delle provincie di Cuneo, Alessandria, Asti, Biella, Novara, Vercelli, Verbania.

Dal numero totale di chiamate si sviluppano una serie di dati statistici.

Le chiamate inoltrate alle centrali operative di secondo livello, vale a dire emergenza sanitaria, Vigili del fuoco e Forze dell’ordine, sono state 1.745.129: una cifra che dimostra come il 112 abbia sgravato le centrali dei vari Enti di soccorso dal carico di chiamate inappropriate che, prima, giungevano indistintamente ai vari numeri (112, 113, 115, 118).

A loro volta, le richieste di soccorso inviate ai PASP2 (acronimo inglese di Public Safety Answering Point, le centrali di secondo livello) sono state inoltrate, per il 45%, alle forze dell’ordine, per il 46% al servizio di emergenza sanitaria territoriale, per il 9% ai Vigili del fuoco.

Curiosità: c’è anche una piccolissima percentuale di chiamate “girate” alla Guardia Costiera.

Sono le richieste di soccorso che giungono dal Lago Maggiore – spiega Occelli – che ricadono in parte sul Nue del Piemonte, in parte sulla Lombardia, e che vengono smistate all’Ente competente, quindi la Guardia Costiera”.

Numeri a parte, le centrali uniche del 112 del Piemonte, va ricordato, sono dotate di un sistema di traduzione simultanea in conferenza telefonica (la chiamata viene gestita sia dall’operatore di centrale che da un interprete che in tempo reale traduce le parole dell’utente).

Al tempo stesso, è previsto un sistema interattivo per le persone diversamente abili: dallo smartphone i disabili possono comunicare sia attraverso una chat di testo, che fotografando la scena che si trovano davanti, trasmettendola poi all’operatore di centrale.

Si sta lavorando, inoltre, per una localizzazione del chiamante sempre più precisa, attraverso il GPS del cellulare (e non più utilizzando la cella telefonica), così come per la ricezione delle “e-call”: i sistemi in dotazione sulle automobili di ultima generazione prevedono infatti la chiamata di soccorso in caso di incidente.

Nicolò Bertola

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