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Economia | 11 luglio 2019, 07:00

I tre migliori terzini della storia del calcio italiano

Non c’è da stupirsi, di conseguenza, se alcune delle figure più autorevoli inserite nella hall of fame di Coverciano siano giocatori del pacchetto arretrato.

I tre migliori terzini della storia del calcio italiano

Italia, popolo di santi, poeti, navigatori e.…difensori! Inutile negare, infatti, come la scuola calcistica italiana sia sempre contraddistinta per la qualità della fase difensiva. E non c’è da stupirsi, di conseguenza, se alcune delle figure più autorevoli inserite nella hall of fame di Coverciano siano giocatori del pacchetto arretrato. Qualsiasi ruolo difensivo annovera grandi calciatori italiani: dai portieri, come Zoff o Buffone, ai difensori centrali, come Baresi o Cannavaro, passando per i terzini.

Senza nulla togliere agli esterni bassi che hanno macinato chilometri sulla fascia destra, la tradizione italiana vanta, senza alcun dubbio, alcuni dei migliori terzini sinistri della storia del calcio, Talvolta determinanti per la conquista di un titolo, come il caso di Fabio Grosso, nonostante non possano essere certo annoverati tra le stelle di prima grandezza nella secolare storia dello sport più amato dagli italiani.

Facchetti: il primo terzino “moderno” italiano

Tra questi, invece, rientra a pieno diritto Giacinto Facchetti, considerato da alcuni critici, non casualmente, come il primo terzino sinistro moderno della storia del calcio italiano. Originario di Treviglio, noto e popoloso centro della bergamasca, Facchetti fece tutta la trafila delle giovanili nella formazione locale, la Trevigliese, prima di essere notato ed acquistato dall’Inter, dove ha militato ininterrottamente per ben 19 anni.

Un terzino dalle spiccate doti offensive, come testimoniano i quasi 60 gol realizzati nel nostro massimo campionato. Un giocatore a tutto tondo, che Herrera schierò finanche da punta per sfruttare le sue doti offensive e quella innata capacità di centrare la porta. In Nazionale, dove raccolse ben 94 presenze, fu un perno della squadra che nel biennio ‘’68-’70 vinse l’Europeo e conquistò l’argento a Messico 1970, mondiale in cui fu scritta una pagina indelebile della storia calcistica italiana: Italia-Germania 4-3.

Antonio Cabrini, il “Bell’Antonio”

La fortuna tradizione dei laterali di sinistra fu portata avanti da Antonio Cabrini, padrone indiscusso della fascia mancina bianconera per oltre 13 anni. Cresciuto nel fiorente vivaio della Cremonese, Antonio debuttò da professionista in maglia grigiorossa prima di approdare all’Atalanta e mettersi in luce agli occhi di Boniperti, che lo volle fortissimamente alla Juventus.

Cabrini rese ancora più moderno il ruolo di terzino, grazie anche ad un passato da ala sinistra, proseguendo nel solco tracciato da Giacinto Facchetti, di cui raccolse il testimone, a soli 21 anni, in Nazionale. Ed è proprio in maglia azzurra che il terzino di Cremona ottenne la gioia più grande della propria vita professionale, laureandosi “Campione del Mondo” nel lontano 1982. Cabrini, però, fu precursore dei tempi anche in ambito extra calcistico.

E’ inutile negare, infatti, come la beltà dello juventino non passasse inosservata agli occhi delle donne di tutta Italia, dalle casalinghe attempate sino alle più belle Escort Torino, che ancora oggi, a distanza di 40 anni, sono tra le più ricercate di tutto il Nord Italia. Il “Bell’Antonio”, lo chiamavano. E Cabrini fu, a conti fatti il primo calciatore ad essere considerato un “sex-symbol” della storia del calcio nostrano.

Paolo Maldini: eleganza e carisma

In Nazionale, l’eredità di Cabrini fu raccolta da un certo Paolo Maldini, un altro giocatore che ha fatto innamorare milioni di donne in tutto il mondo, eletto, non casualmente, il più bel calciatore di USA ‘94. L’eleganza, d’altro canto, era una sua dote naturale, che lo accompagna tutt’oggi nel ruolo dirigenziale che svolge nell’amato Milan. La carriera di Paolo, come quella del padre Cesare, si è sempre tinta di tonalità rossonere.

Un amore durato oltre vent’anni, periodo in cui Paolo è riuscito a vincere cinque volte la coppa dalle grandi orecchie, due delle quali sollevandola da capitano. Meno ricca di trofei, ma non per questo meno gloriosa, l’avventura in Nazionale, dove si laureò vice-campione mondiale (1994) e vice-campione europeo (2000), vestendo la maglia azzurra per ben 126 volte.

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