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Economia | 10 febbraio 2020, 12:16

I vini delle Langhe e il loro successo negli Stati Uniti

Negli ultimi anni, si è assistito ad un vero e proprio boom di esportazione vinicola verso New York

I vini delle Langhe e il loro successo negli Stati Uniti

La produzione enogastronomica italiana è da sempre molto apprezzata negli Stati Uniti d’America; gli Stati Uniti sono, infatti, il principale consumatore mondiale di vino e l'Italia è il loro primo fornitore.

In particolare, negli ultimi anni, si è assistito ad un vero e proprio boom di esportazione vinicola verso New York, cuore pulsante degli Usa, mercato numero 1 per il vino italiano e le sue denominazioni principali.

Vini delle Langhe negli USA

Nella fattispecie, se andiamo ad analizzare il vino prodotto nelle Langhe, un’alta percentuale delle bottiglie prodotte nella provincia di Cuneo (si parla del 40% - fonte Coldiretti Cuneo) è destinata al mercato statunitense, a cominciare da Barolo, Barbaresco e Moscato d'Asti, ma anche Roero Arneis, Barbera d'Alba e Nebbiolo d'Alba.

Trump e i dazi

Alla luce di ciò, l’ipotesi paventata da Trump - relativa all’introduzione di dazi statunitensi sul settore vitivinicolo italiano, finora escluso – ha spaventato non poco i nostri produttori, in quanto andrebbe a favorire la produzione di vino degli Stati Uniti, la quale ha già raggiunto quasi il 10% del totale mondiale; ciò, per effetto di una crescita vorticosa delle coltivazioni che hanno consentito agli Usa di diventare il quarto produttore di vino a livello globale dopo l’Italia.

La preoccupazione per i nuovi dazi che gli Usa vorrebbero imporre fino al 100% in valore è, quindi, forte tra i viticoltori della provincia di Cuneo, in particolare dell’Albese, delle Langhe e del Roero, che trovano oltre confine il miglior mercato, esportando il 75% delle bottiglie prodotte per un valore di 450 milioni di euro su un totale stimato di 600 milioni all’anno.

L’introduzione dei dazi sulla esportazione vitivinicola del nostro Paese, tra l’altro, procurerebbe un danno enorme anche per gli importatori americani.

Questi, infatti, si sono mossi con una petizione contro l’aumento dei dazi che comporterebbero ripercussioni economiche interne elevatissime, con una perdita stimata di oltre 2 miliardi di dollari.

BBWO2020 (Barolo & Barbaresco World Opening)

Al fine di arginare gli ipotetici danni e imporre una immagine propositiva e degna del nostro Paese, nonché per ribadire la forza e la loro determinazione davanti allo spauracchio dei dazi, i produttori di vino piemontesi, ed in particolare delle Langhe, hanno organizzato – tramite e con il supporto del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani - la prima edizione del Barolo & Barbaresco World Opening.

Si è trattato di un evento di un’eccezionale portata in cui le etichette di oltre 200 produttori vitivinicoli delle Langhe saranno presentate a Masters of Wine, all’attenzione di sommelier e giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Un parterre eccezionale per l’appuntamento che si è tenuto dal 04 al 06 febbraio 2020 a Manhattan in un famoso locale della FiFth Avenue (Il Center415), in cui operatori del settore e consumatori hanno avuto l’occasione di assaggiare i vini di 220 produttori di Barolo e Barbaresco, e di degustare le nuove annate Barolo 2016 e Barbaresco 2017.

Le annate sono state poi oggetto di valutazione da parte dei migliori palati di tutto il mondo, ottenendo rispettivamente 99.3 e 98,1 centesimi.

Un appuntamento eccezionale per i vini italiani, per cui, per il prossimo anno, occhio al passaporto, richiedi l’ESTA e via negli USA!


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