Anche la Chiesa mette sul campo alcune misure di precauzione contro la diffusione del coronavirus.
Di seguito la comunicazione datata 23 febbraio a firma dell’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia: “In attenta sintonia con quanto disposto dalle autorità regionali e come misura sanitaria precauzionale nei confronti del diffondersi del corona virus anche nella nostra Regione, sentiti i pareri degli organismi competenti della Curia, l’Arcivescovo di Torino e Amministratore Apostolico di Susa dispone nelle Diocesi di sua competenza quanto segue: per la settimana dal 24 febbraio al 1° marzo sono sospese in tutte le parrocchie le attività pastorali che prevedano la presenza di gruppi di persone (eccetto le sante messe), in particolare sono sospese le attività del catechismo e quelle di ogni oratorio; sono anche sospese tutte le attività pubbliche a livello di uffici di Curia (conferenze, corsi, convegni…) e a livello di Diocesi; per quanto riguarda le celebrazioni delle SS. Messe feriali e festive si chiede a tutti i fedeli di ricevere la comunione eucaristica in mano (e non direttamente in bocca), di astenersi dal segno della pace e di non usare l’acquasantiera (che andrà svuotata); in riferimento al rito delle Ceneri previsto per mercoledì 26 febbraio, si impongano le ceneri direttamente sul capo dei fedeli senza alcun contatto fisico e non si facciano celebrazioni per i bambini al fine di tutelarne la salute”.
Entrano, dunque, anche nelle chiese di Bra, Savigliano, Marene, Sommariva del Bosco, Caramagna e Racconigi i consigli e le pratiche per cercare di evitare la trasmissione del Coronavirus, che si sta estendendo rapidamente.
D’altra parte le assemblee liturgiche sono momenti di incontro tra decine di persone e, per questo motivo, la decisione è più che comprensibile, come ha dichiarato anche don Giorgio Garrone, parroco delle chiese braidesi di Sant’Andrea e Sant’Antonino: “È normale e giusto che si prendano provvedimenti. In questi casi, bisogna ricorrere a tutta la prudenza necessaria”.









