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Sanità | 26 febbraio 2020, 09:31

A Cuneo uno dei tre nuovi laboratori per analizzare i tamponi del Coronavirus: così la Regione raddoppia la capacità dei test giornalieri

Con l’operatività di Cuneo, Novara e Alessandria la capacità di analisi passa dalle 100-120 verifiche giornaliere alle 250-300 che sarà possibile effettuare con i tre nuovi laboratori a pieno regime. Si alleggerisce il carico di lavoro che sino ad oggi gravava su Amedeo di Savoia e Molinette

Il governatore Alberto Cirio con in mano uno dei tamponi necessari per appurare la positività al Coronavirus

Il governatore Alberto Cirio con in mano uno dei tamponi necessari per appurare la positività al Coronavirus

La capacità di verifica dei tamponi per appurare la positività (o meno) al Coronavirus in Regione Piemonte sta per essere raddoppiata. Passando dalle 100-120 verifiche giornaliere sui tamponi a quota 250-300.

Lo hanno annunciato sia il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi.

Cirio ha parlato di una vera e propria “potenza di fuoco di verifica” che la Regione ha “deciso di raddoppiare, aprendo nuovi laboratori oltre a quelli già presenti alle Molinette e all’Amedeo di Savoia”.

Nuovi macchinari per l’analisi dei tamponi sono in arrivo nell’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, a Novara (operativi da oggi) e Alessandria (in funzione da domani, giovedì).

In questo modo, la capacità di analisi passa dalle 100-120 verifiche giornaliere alle 250-300 che sarà possibile effettuare con i tre nuovi laboratori a pieno regime.

Ciò si potrà tradurre sia un una capacità di accorciare i tempi necessari (smistando le analisi su cinque laboratori, e non più solo su due) per avere l’esito delle analisi, sia in un alleggerimento del carico di lavoro, sino ad oggi interamente sulle spalle delle Molinette e dell’Amedeo di Savoia.

Avremo cinque laboratori, con una maggiore capacità complessiva di analisi per gestire la situazione in modo ancora più tempestivo” ha detto Cirio.

Il governatore, ieri, è stato in uno dei due laboratori torinesi, dove ha potuto vedere da vicino come funzionano i meccanismi di analisi e di verifica.

Il tampone, di fatto, è pressoché identico ad un cotton-fioc: viene passato nel cavo orale della persona con sospetto Covid-19 e, terminato il prelievo, viene posizionato all’interno di una provetta che contiene uno speciale liquido, in grado di preservare acidi nucleici e microrganismi, che poi si liberano all’interno della stessa provetta. Da questo è possibile purificare il dna dei microrganismi, appurando la positività o meno al Coronavirus.

L’esame sul tampone, invece, avviene con l’utilizzo di due macchinari: “Il campione – ha spiegato Cirio – viene analizzato per due ore in un primo macchinario, e per un’ora e mezza nel secondo, con una manipolazione di un’ora.

Per cui vuol dire che servono quattro ore e mezza per avere l’esito.

Ebbene, abbiamo potenziato anche questo”.

Ni.Ber.

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