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Attualità | 28 gennaio 2026, 13:38

Mangiare bene anche nella malattia: prima cooking class per il progetto "GustiAmo"

Chef del territorio coinvolti nel progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione Ospedale Alba-Bra e sviluppato in collaborazione con le strutture di Nutrizione Clinica, Oncologia e Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’Asl Cn2

All'Università di Pollenzo il primo laboratorio

All'Università di Pollenzo il primo laboratorio

Si è svolta il 26 gennaio la prima cooking class del progetto “GustiAmo”, un’iniziativa dedicata ai pazienti affetti da disfagia (difficoltà a deglutire) che utilizza la cucina come strumento di supporto e accompagnamento al percorso di cura. 

L’incontro inaugurale ha visto la partecipazione degli chef Luciano Tona (già direttore didattico di Alba, la scuola internazionale di cucina italiana; oggi consulente della Fondazione Ospedale Alba-Bra e docente nella Cucina dell’Ospedale "Michele e Pietro Ferrero" di Verduno) e Dennis Panzeri (chef presso il ristorante La Piola di Alba), che hanno guidato i partecipanti in un’esperienza pratica pensata per dimostrare come sia possibile coniugare sicurezza nutrizionale e deglutitoria, qualità sensoriale e convivialità, anche in presenza di difficoltà legate alla malattia.

Il progetto "GustiAmo" è realizzato grazie al contributo della Fondazione Ospedale Alba-Bra, nell’ambito del concorso “Ci prendiamo cura di te”, ed è sviluppato in collaborazione con le Strutture Complesse di Nutrizione Clinica, dell’Oncologia e di Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’ASL CN2. GustiAmo è uno dei progetti vincitori.

«Il cibo è una risorsa potentissima. Il cibo non è solo nutrizione, ma componente essenziale per una vita di qualità. Accompagna, unisce e può diventare strumento di cura, capace di incidere concretamente sul benessere delle persone anche nei momenti più fragili della malattia», evidenziano Bruno Ceretto, presidente della Fondazione Ospedale Alba Bra, e il direttore Luciano Scalise. «Come Fondazione ci crediamo fortemente. Dal 2021, infatti, proponiamo iniziative che integrano competenze sanitarie e cultura gastronomica, avvicinando l’ospedale al territorio. Vogliamo contribuire a caratterizzare il nostro ospedale anche dal punto di vista delle qualità culinarie».

«Crediamo fortemente nella sinergia tra approcci, professionalità e competenze diverse per la creazione di progetti efficaci, in grado di produrre i migliori risultati per i nostri pazienti», sottolinea Paola Malvasio, direttrice generale dell’ASL CN2. «Questa collaborazione tra le strutture dell’Azienda Sanitaria, la Fondazione Ospedale, i rinomati cuochi del territorio e l’Università di Scienze Gastronomiche va a porre le basi per un nuovo modo di “fare cura”, che parte dall’esperienza vissuta e dalla voglia di mettersi in gioco, per acquisire una valenza sanitaria e terapeutica».

«Troppo spesso la disfagia viene considerata solo un problema di sicurezza o di gestione delle consistenze, mentre in realtà il pasto è piacere, relazione e identità», spiega la dottoressa Cloè Dalla Costa«Quando mangiare diventa difficile, non cambiano solo le abitudini alimentari, ma anche l’umore, la motivazione e il senso di sé, con ricadute importanti anche sui familiari».

Progetti come "GustiAmo" nascono da questa visione: cucinare insieme, guidati dai grandi chef del nostro territorio che scelgono di donare il proprio sapere alla comunità, permette di restituire dignità, normalità e piacere al momento del pasto, trasformandolo di nuovo in un’esperienza condivisa e significativa.

L’appuntamento del 26 gennaio, presso il Food Lab dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, rappresenta la prima tappa di un calendario di cooking class, che proseguirà nei prossimi mesi con nuove date e nuove cucine e chef del territorio.  

Accanto agli incontri dedicati alla disfagia, il progetto prevede anche lezioni specifiche rivolte ai pazienti affetti da disgeusia (alterazione del gusto) correlata ai trattamenti chemioterapici, una condizione frequente che incide profondamente sul rapporto con il cibo e sulla qualità della vita.

Ogni paziente prenderà parte a un singolo incontro, all’interno di un percorso pensato per piccoli gruppi e per una presa in carico attenta non solo agli aspetti clinici, ma anche alla dimensione emotiva e relazionale.

Per informazioni sul progetto e iscrizioni: nutrizione.clinica@aslcn2.it

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