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Politica | 25 aprile 2020, 10:20

Giampiero Caramello replica al sindaco di Mondovì: "Non sono mai stato incompatibile con la carica di consigliere comunale, ecco perché"

Il coordinatore cittadino di Forza Italia: "Stupisce che chi fa l'avvocato di mestiere attribuisca allo scrivente un'incompatibilità senza aver preventivamente verificato la situazione e la normativa"

Giampiero Caramello replica al sindaco di Mondovì: "Non sono mai stato incompatibile con la carica di consigliere comunale, ecco perché"

Aveva preannunciato la propria replica, Giampiero Caramello, e, puntualmente è arrivata. I fatti: il sindaco di Mondovì, Paolo Adriano, nel corso dell'ultimo Consiglio comunale ha accusato il consigliere di minoranza di aver accettato nel 2018 il ruolo nel consesso municipale pur non essendo compatibile per mesi con lo stesso, poiché contemporaneamente presidente dell'istituto "Casati-Baracco".

Caramello, assente dall'aula durante il dibattito, non ha potuto rispondere e ha deciso di farlo attraverso i giornali, con le parole che vi riportiamo di seguito: "Stupisce che chi fa l'avvocato di mestiere attribuisca allo scrivente una incompatibilità senza aver preventivamente verificato la situazione e la normativa. Sono profondamente dispiaciuto per essere stato oggetto, in una pubblica assemblea e in mia assenza, di un attacco personale da parte del sindaco senza aver avuto nemmeno la possibilità di replicare. Le affermazioni fatte da parte del primo cittadino hanno sempre una particolare risonanza e proprio per questo prima di pronunciarle bisognerebbe ben verificarle".

Dopo un ringraziamento "ai colleghi di opposizione", che hanno espresso pubblicamente la loro solidarietà nei confronti del consigliere, e aver sottolineato come "anche in questo caso il sindaco abbia inteso strumentalizzare le loro parole; è normale, infatti, che si siano limitati a intervenire solo sui discutibili modi di fare di chi rappresenta tutti i cittadini, dal momento che nel merito spetta a me intervenire", Caramello ha aggiunto: "Ogni volta che non si è d'accordo con l'operato dell'amministrazione o si tocca qualche nervo scoperto queste sono le reazioni. Ne sono già stato vittima in passato, ma quanto accaduto nell'ultimo consiglio comunale lo ritengo inaccettabile!".

GIAMPIERO CARAMELLO: "ECCO PERCHÉ NON ERO INCOMPATIBILE"

Veniamo dunque agli accadimenti della recente seduta e alla verità di Giampiero Caramello: "Al momento del mio ingresso in Consiglio comunale, non ero incompatibile con la carica di consigliere comunale e non lo sono mai stato. Chi dice diversamente, dice il falso. Il ruolo di presidente del Casati (gratuito e in puro spirito di volontariato) non determina nessuna incompatibilità con il ruolo elettivo del consigliere comunale. In tal senso, una conferma viene dall'articolo 63 del Decreto legislativo 267/2000".

"Le dimissioni da Presidente - ha proseguito - e consigliere di amministrazione dell'istituto Casati, antecedenti il mio ingresso in consiglio comunale, sono state rassegnate nell'interesse del convitto stesso. Il mio timore era che la carica di consigliere comunale avrebbe potenzialmente reso incompatibile il mio ruolo di presidente; infatti, il decreto legislativo 39/2013 prevede l'incompatibilità dell'incarico a presidente rispetto alla carica comunale, e non viceversa.

L'articolo 14, comma 3 dello statuto dell'istituto Casati prevede che il presidente dimissionario mantenga le funzioni fino alla nomina del nuovo presidente. Lo statuto del convitto è depositato in Comune e quindi il sindaco non può dire di non esserne a conoscenza. Ho quindi dovuto mantenere il ruolo di facente funzione in attesa che il sindaco provvedesse alla nomina di un nuovo componente del consiglio di amministrazione in mia sostituzione. Questa è la realtà dei fatti".

GIAMPIERO CARAMELLO: "CRITICHE VIOLENTE NEI MIEI CONFRONTI"

"Di conseguenza - ha asserito Caramello -, le affermazioni circa mie presunte dichiarazioni non veritiere all'atto del mio ingresso in Consiglio comunale, apparse sui giornali, sono false, e le violente critiche che il sindaco mi ha rivolto sono chiaramente infondate. Il paradosso è che l'avvocato Adriano mi accusa di incompatibilità per aver continuato nell'incarico al convitto (rimarco a titolo gratuito), quando a ciò sono stato costretto a causa della sua stessa inerzia. Dalla notifica al Comune delle mie dimissioni dal Casati (febbraio 2018) alla nomina di un nuovo componente (ottobre 2018), il sindaco ha fatto trascorrere ben 8 mesi! Dunque, a causa della sua inazione, sono stato obbligato a permanere nel ruolo di facente funzione, e a continuare ad assumermi la responsabilità di un ente che ospita circa 60 minori (cosa che comunque, in spirito di servizio, ho fatto ben volentieri)!".

GIAMPIERO CARAMELLO: "NON ERO L'UNICO..."

"Qualcuno ha anche voluto fare delle verifiche su quanto da me autocertificato al Comune. Credo di aver agito in modo corretto. Mi sono limitato a indicare la data di presentazione delle mie dimissioni dal 'Casati' in modo trasparente. Viene anche da domandarsi: come mai insinuare una mia presunta incompatibilità dopo tutto questo tempo? Come mai il sindaco, prima di puntare il dito contro di me, non ha guardato all'interno della sua maggioranza? Mi risulta, infatti, di non essere il solo, tra i consiglieri comunali, ad aver rivestito incarichi in enti in cui il Comune ha poteri di nomina...".

GIAMPIERO CARAMELLO: "IL SINDACO SI CONCENTRI SUI PROBLEMI DI MONDOVÌ"

"Un brutto modo di porsi - ha concluso Caramello - quello dell'avvocato Adriano, che per mera polemica politica ha inteso alimentare dubbi sulla mia serietà e correttezza. Lascio ai cittadini giudicare, ma penso che questi metodi aggressivi e sterili vadano abbandonati al più presto. Credo che in questo momento la città di Mondovì abbia problematiche ben più serie a cui pensare e invito il sindaco a concentrarsi per la loro soluzione piuttosto che dare adito a polemiche contro le persone"

Alessandro Nidi

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