Passeggiando in Viale Angeli, sarà capitato a tutti di osservare una zona ben curata con il simbolo riconoscibile della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), ma non tutti conoscono la storia di questo Giardino Naturale, nato da una convenzione tra l’associazione stessa e il Comune di Cuneo.
Chi ha avuto occasione di visitare questo luogo, aperto il venerdì e il sabato pomeriggio in tempi pre-lockdown, avrà incontrato Silvio Galfrè, delegato dell’associazione Lipu, sezione di Cuneo che con grande impegno, insieme ad altri volontari, si dedica alla cura e alla conservazione di quest’area verde.
L’area, in Viale Angeli n. 81, presso la discesa del Country Club, era adibita ad orti urbani ed è stata affidata alla Lipu dal Comune di Cuneo per la creazione di un giardino con scopi naturalistici e attività didattiche.
Ha un’estensione di circa 12.000 metri ed è rivolta verso il lato Gesso.
Il progetto è stato elaborato dalla Lipu con la finalità di creare un’area di biodiversità; gli artefici sono stati, in particolare, Ada Gazzola e Franco Bergese, due persone importanti ancora oggi per la Lipu della Provincia di Cuneo, ed alcuni altri soci attivi.
Si è partiti nel 1995 con il lavoro di ripulitura della zona asportando resti di baracche, recinzioni, macerie e rifiuti e poi è cominciato il lavoro di impiantamento di alberi, arbusti e siepi di piante spontanee, ricreando nel giardino ambienti naturali come quelli presenti un tempo nelle nostre campagne. Si sono creati boschetti, prati e bordure con fiori per insetti e farfalle e due laghetti collegati con un ruscello come esempio di area umida.
In breve tempo nel giardino ricreato sono arrivate spontaneamente piccole creature selvatiche, attirate dalla tranquillità del luogo, dai fiori, dalle bacche e dall’acqua.
Il giardino è diventato una vera e propria oasi naturalistica grazie al lavoro dei volontari che lo custodiscono e fanno un grande lavoro di manutenzione, con la discrezione necessaria per non disturbare gli ospiti che lo abitano.
Per creare questo piccolo paradiso di biodiversità sono state lasciate a dimora le piante esistenti negli orti come alloro, meli, susini e si sono impiantate essenze arboree con particolare valenza ambientale ed in grado di dare cibo e riparo a uccelli e piccoli mammiferi: roverella, frassino, carpino, sorbo degli uccellatori, faggio, acero, ecc.
Tra i cespugli ci sono biancospino, spincervino, berretta da prete, sambuco, nocciolo, viburno, importanti per produrre nettare per i bombi e farfalle. A queste ultime è dedicata un’area con piante da giardino come buddleia, abelia e caryopteris
Un piccolo angolo nella scarpata ospita alcune arnie con le api gestite da un apicultore, socio Lipu. Questo valore aggiunto è di molto aiuto all’impollinazione di tutto il giardino.
In un giardino naturale come questo Silvio Galfrè ci spiega che si devono creare aree diverse esempio:
le siepi perimetrali e quelle che dividono alcune parti di prato, necessitano di almeno una potatura autunnale di contenimento verso le zone di passaggio. Le siepi lasciate naturali non necessitano di lavori di potatura in quanto crescono naturalmente senza interventi e risultano libere e voluminose con una funzione di ricovero e di schermo per i piccoli uccelli, il classico “bisun” nell’area destinata a prato.
Nelle radure devono crescere alcuni alberi di medio e alto fusto, messi a caso come se fossero stati disseminati dal vento o dagli uccelli. Il bosco deve essere costituito da alberi più fitti e ha la funzionalità di essere una barriera al rumore e all’inquinamento, dove si gode la frescura nelle calde estati con spazi in cui l’edera si sviluppa anche a terra.
Rampicanti come la vitalba e il caprifoglio favoriscono la costruzione dei nidi da parte dei merli e dei fringuelli. Il prato è disseminato di fiori naturali, e sempre Silvio ci informa che in un giardino naturale:
dovrà essere rustico con erba mista; esistono in commercio miscugli già predisposti con loietto perenne, poa, festuca trifoglio comune e ladino, gramigna che formano un tappeto forte e composito con fiorellini selvatici, in modo da non patire il passaggio delle persone e la possibilità di sedersi e leggere un libro; questo prato deve essere tagliato più volte in primavera, meno in estate.
Il prato fiorito è dello stesso tipo con l’aggiunta di qualche essenza fiorita selvatica: anche qui si trovano diverse varietà in commercio realizzato in parti ben definite dell’area prescelta; deve essere tagliato solo verso l’estate, così l’erba alta attira le farfalle e gli altri insetti tipici dei prati e permette agli uccelli di godere di un ambiente perfetto per loro.
Intorno ai due stagni cresce una flora acquatica rappresentata da iris gialli, giunchi, carici, salicaria e altre piante.
La posizione del giardino favorisce la frequentazione di molti tipi di uccelli di diverse specie.
Ci sono sia quelli stanziali che quelli migranti: i più numerosi sono i piccoli uccelli granivori e insettivori che trovano nutrimento grazie a frutti, bacche, insetti e, nel periodo invernale, mangiatoie ben fornite di cibo adatto a loro.
Sono stati posizionati anche i nidi artificiali che favoriscono la riproduzione in un ambiente tranquillo e riparato.
Sono tante le specie che possono essere osservate e fotografate in quanto molti uccelli sono ormai abituati alla presenza discreta dell’uomo che, in questo ambiente, non rappresenta una minaccia.
Quali altri ospiti possiamo trovare in un giardino naturale come quello di Viale Angeli?
Sempre Silvio racconta che:
alcuni piccoli e medi mammiferi selvatici vivono o sono di passaggio nel giardino. La paura dell’uomo è per tutti loro un comune istinto, pertanto hanno scelto la notte per uscire allo scoperto. Difficile quasi impossibile incontrare i ghiri con i loro grandi occhi, che sono animali prettamente notturni come i ricci.
Per la volpe, il tasso, la faina le probabilità di incrociarli sono maggiori alla mattina presto o alla sera tardi, raramente lungo il giorno.
Gli scoiattoli sono diurni e corrono veloci come lampi sugli alberi, poche volte sono visibili fermi: in quei casi si stanno alimentando con i semi prodotti dagli alberi.
I rettili si vedono raramente e fuggono sempre l’uomo; hanno bisogno del sole del caldo per muoversi e per cacciare i piccoli topi che vivono nel territorio.
Gli anfibi si possono vedere nuotare nell’acqua, anzi si possono soprattutto sentire gracidare in concerto nei caldi tramonti delle sere estive.
Le farfalle le libellule di tutti i tipi e tanti altri insetti rari sono presenti nel giardino naturale.
Cosa è stato realizzato a livello didattico in questi anni nel Giardino Naturale?
Per le Farfalle e le libellule presenti, abbiamo dato l’incarico al dr. Giorgio Gentile con la collaborazione della professoressa Simona Bonelli dell’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, di catalogarle, descriverle, fotografarle: con queste immagini verrà realizzato un book che sarà a disposizione dei visitatori all’interno della casetta.
Il giardino è stato migliorato con l’aggiunta staffe in inox con soprastanti targhette recante i nomi delle più importanti essenze presenti come un giardino botanico.
Il lavoro è stato curato da tre botanici molto importanti di Cuneo: Giorgio Pallavicini, Renzo Salvo, e Adriano Sciandra; con la collaborazione dei volontari Lipu è stato realizzato un book con la descrizione e le fotografie delle piante, messo a disposizione dei visitatori.
Cosa può turbare l’equilibrio di un piccolo paradiso come questo giardino?
Secondo Silvio:
il primo dei problemi è l’influenza dell’ambiente esterno che non è più sano e naturale, l’uomo è orientato alla massima produzione agricola, senza riguardo all’ambiente e all’ecologia; inoltre utilizza prodotti chimici, veleni, produce monoculture che sono l’opposto della biodiversità, abbatte alberi e siepi quando non è il caso. Altri problemi sono rappresentati dal cacciatore che si svaga a uccidere gli animali selvatici e dal bracconiere che pratica la caccia vietata dalla legge e dalla logica, sterminando milioni di uccelli, attirandoli nelle trappole mortali.
Tutte queste cose influiscono e alterano l’armonia della natura.
Ed infine, il clima che ultimamente è più incostante e che, con sbalzi improvvisi, freddi intensi, nevicate fuori stagione, vento fortissimo e temporali estivi, fa strage dei selvatici e di piante e siepi.
Il giardino naturale non è solo biodiversità, è stato creato anche per essere uno strumento dell’educazione ambientale rivolta a grandi e piccini; negli anni la Lipu ha organizzato decine di eventi rivolti al pubblico di ogni età, ma soprattutto ha coinvolto intere scolaresche con i loro insegnanti interessati ad approfondire sul campo la conoscenza della natura.
Grazie al Centro Didattico, piccola costruzione eretta all’interno del giardino, può essere frequentato in tutte le stagioni e i pannelli didattici collocati nei percorsi interni, descrivono i diversi ambienti e i loro abitanti.
Come ultima domanda chiediamo a Silvio Galfré: il progetto che ha permesso la realizzazione di questa preziosa area verde potrebbe essere riprodotto in altre aree abbandonate della città o della provincia?
Certamente, ognuna con le proprie peculiarità e i suoi spazi, anche con dimensioni maggiori o minori purché siano rispettati i requisiti di base e siano ricchi di biodiversità.
Durante tanti anni di esperienza abbiamo constatato che la consapevolezza delle persone nell’avvicinarsi e nel rispettare l’ambiente è stata un’evoluzione lenta, ma concreta.
Ultimamente molte persone hanno adattato ambienti esistenti come giardini di ville o similari utilizzando i nostri consigli; ci siamo spostati in varie località per dare consulenze sul posto, arrivando anche nelle Langhe, ovviamente adattando i consigli alle esigenze delle persone e al territorio.
Per saperne di più: scrivere a: cuneo@lipu.it e consultare la pagina www.facebook.com/lipucuneo.giardinonaturale e il sito www.lipu.it
(parti di questo articolo sono state tratte dall’opuscolo “Il giardino ricreato” con testi di Ada Gazzola, distribuito gratuitamente presso il Centro Didattico).












