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Attualità | 04 maggio 2020, 10:45

La quotidianità al tempo del Covid-19: Patrizia, mamma, moglie, operatore sanitario e soldatessa

Una chiacchierata per raccontare come è cambiata la vita dei concittadini in divisa in questa emergenza sanitaria

La quotidianità al tempo del Covid-19: Patrizia, mamma, moglie, operatore sanitario e soldatessa

Oggi è il 4 maggio, festa dell’Esercito.

Per questo motivo la nostra chiacchierata per parlare di quotidianità mutate è dedicata a Patrizia Caporal Maggiore Capo del 1° Reggimento Artiglieria da Montagna di stanza a Fossano. Una soldatessa che ha al suo attivo due missioni in Afghanistan, operatore sanitario presso il 1° Reggimento, ma è anche moglie di un militare e mamma di due bellissimi bambini.

Nelle due caserme della città degli Acaja, quella del 1°, appunto, e quella del 32° Genio Guastatori, operano circa 800 militari, una bella fetta di popolazione in divisa che ogni giorno si opera sia nelle attività in caserma, sia in quelle sul territorio nazionale a partire con Strade Sicure, fino a giungere alle attività di cooperazione in questo periodo di emergenza sanitaria.

Ma come vive una mamma, moglie e soldato questa emergenza? “In realtà io e mio marito dovevamo già organizzarci con molta attenzione prima dell’epidemia con la gestione dei figli. Non siamo originari di Fossano e qui non abbiamo nonni o parenti su cui contare. Adesso con le scuole chiuse ci siamo organizzati anche noi con lo smart-working. Alcuni giorni si reca in caserma o in servizio esterno mio marito e io resto a casa a svolgere le mansioni di ufficio, altri giorni sono io ad andare in caserma e lui resta a casa con i bambini”.

L’attitudine della formazione militare, ancora rafforzata dalle competenze mediche trasuda dalle parole di Patrizia e ci sembra di vederla mentre analizza nel dettaglio le normative le applica tanto sul lavoro quanto nella vita privata: “Dal punto di vista lavorativo continuiamo a svolgere le nostre attività come prima, ma attuando tutte le disposizioni di sicurezza personale che sono a maggior ragione importanti per noi che dobbiamo essere in prima linea. Ogni militare ha il dovere di tutelare la propria salute sempre per essere pronto e operativo in ogni situazione”.

Il concetto di essere in prima linea, pronti al servizio in un qualunque momento della vita trasuda dalle parole di Patrizia tanto quanto l’amore per la famiglia. Perché, come è vero che un militare lo è sempre, anche quando smette una divisa, anche una mamma resta tale, anche mentre è al lavoro o lontana dai figli: “Per la prima volta mi sono trovata a passare così tanto tempo con i bambini ed è stato bello potendo fare smart-working. Ovvio, a volte è davvero dura perché una mamma vorrebbe sempre i figli perfetti, ma a volte non hanno voglia di fare i compiti, sono bambini, si comportano come i bambini e a me tocca fare la cattiva. La sera però, torno la fatina buona, quella delle coccole. La fatica delle lezioni e del conciliare il lavoro con i bambini a casa è però compensato da tante cose che riusciamo a goderci, come svegliarci insieme, fare colazione tutti insieme. Prima il tempo a disposizione era poco. Si usciva la mattina presto e si tornava la sera, loro avevano i loro impegni, i compiti, il calcio e alla fine si parlava solo all’ora di cena”.

Questo equilibrio in punta di piedi tra lavoro, gestione dei figli e piacere della condivisione accomuna un po’ tutte le donne e mamme che abbiamo sentito in queste settimane. Quello che cambia, per Patrizia, è proprio il ruolo di operatore sanitario in seno a una comunità vasta come la caserma: “Bisogna fare attenzione a tutti i livelli come militari e come civili. Noi dobbiamo prestare doppiamente attenzione perché per lavoro siamo chiamati a servire, a intervenire dove c’è bisogno e dobbiamo preservare noi stessi e, soprattutto, coloro con i quali possiamo entrare in contatto”. Attenzioni amplificate anche perché ad attendere mamma Patrizia a casa di sono un bimbo di 8 e uno di 4 anni che hanno imparato a rispettare le regole del distanziamento sociale, a lavare le mani con cura e hanno accettato di non poter andare al parco o a passeggio in bicicletta anche nelle giornate di sole.

“La paura di contagiare le persone che ci sono accanto c’è, è ovvio, ma attuando tutti i protocolli di sicurezza, le paure svaniscono”.

La giornata di Patrizia in caserma inizia dalla misurazione della temperatura a tutto il personale in ingresso, poi ci sono le procedure operative per rispettare il distanziamento: Il personale sanitario è punto di riferimento per i colleghi per quanto riguarda l’emergenza Covid: “Ci hanno insegnato ad essere sempre pronti e subito operativi. A prescindere dalla tipologia di intervento. Siamo impegnati in Strade Sicure, quando ci sono calamità naturali e anche in questa emergenza sanitaria. La molla che ci spinge, ogni giorno, anche in questo periodo, è quella di essere in prima linea per fronteggiare le emergenze e non ci tiriamo mai indietro perché lo spirito che condividiamo è quello di aiutare chi ci è vicino. Siamo parte di un sistema che si è attivato in tutta Italia. Non si tratta, in questo caso di un intervento focalizzato, ma riguarda tutto il territorio nazionale”.

Agata Pagani

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