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Attualità | 13 luglio 2020, 17:33

Scontro a distanza tra il sindaco di Borgo San Dalmazzo e il suo ex assessore Fantino

Il tema è quello della riqualificazione dell'area della stazione ferroviaria

Scontro a distanza tra il sindaco di Borgo San Dalmazzo e il suo ex assessore Fantino

Continua lo scontro a distanza tra il sindaco di Boirgo Gian Paolo Beretta e quello che fino a qualche mese fa era un suo assessore, Mauro Fantino.

Il terreno di scontro riguarda la riqualificazione della stazione ferroviaria.

Scrive Mauro Fantino:

"Desidero fare alcune semplici considerazioni in merito alla dichiarazione sulla Stazione ferroviaria rilasciata la scorsa settimana dal sindaco Beretta. Non entro nel merito della riunione svoltasi nel maggio 2018, sulla quale ho recentemente chiesto dettagliate informazioni che, quando giungeranno, consentiranno di entrare nel merito specifico del tema.

Invece desidero rilevare che nel lavoro di un’Amministrazione comunale il sindaco ha fra i suoi compiti quello di fare scelte e di decidere sulle questioni prioritarie, deve inoltre coordinare il lavoro della sua Giunta e farsi garante del programma. Beretta questo lo avrebbe dovuto imparare e capire bene viste le due esperienze che ha avuto in passato: dal 2002 al 2012 ha svolto le funzioni di vicesindaco nella precedente Amministrazione e negli anni Novanta per un intero mandato è stato assessore in un’altra amministrazione ancora.

Nello stesso periodo in cui Beretta era vicesindaco io ricoprivo la funzione di assessore e conosco dunque con precisione quali sono i compiti e le responsabilità che ognuno si deve assumere. Nel caso della proposta fatta dal Parco sulla Stazione ferroviaria era il sindaco Beretta che doveva decidere cosa fare e poi il compito di un assessore sarebbe stato quello di mettere in attuazione tale decisione.

Ma il sindaco decise di non decidere, e neppure consegnò la documentazione specifica per approfondire l’argomento. E anche nel caso un qualunque altro componente la Giunta non fosse stato d’accordo sulla destinazione da darsi alla stazione, al sindaco spettava la scelta più opportuna e finale.

Mi pare che questo metodo di lavoro Beretta non lo abbia ancora capito oggi, ed è inutile che cerchi di sfuggire alle sue responsabilità, se ne dia una ragione. E‘ proprio vero: “non ci si può sottrarre alla responsabilità politica di chi ha compiuto scelte discrezionali nell’esercizio autonomo, libero e consapevole della propria funzione amministrativa.”


Questa la replica del sindaco Beretta

In merito alle dichiarazioni del Consigliere Fantino sull’incontro con il Parco Alpi Marittime per la riqualificazione dell’area della Stazione ferroviaria di Borgo San Dalmazzo, evidenzio come il Consigliere finga di ignorare quali fossero le proprie prerogative e i propripoteri. Sbaglia, infatti, il Consigliere, quando afferma che era il Sindaco che “doveva decidere cosa fare e poi il compito di un Assessore sarebbe stato quello di mettere in attuazione tale decisione”.

Non ho mai inteso la Giunta e gli Assessori come meri esecutori di decisioni del Sindaco, neanche fossi il più autoritario dei déspoti; anzi, come ho ripetuto più volte, ogni Assessore della mia Giunta godeva, e gode, della fiducia incondizionata e, conseguentemente, dell’ampia sfera di autonomia che ne deriva.

Come stabilisce il Testo Unico degli Enti Locali, ogni Assessore, nella sua delega di riferimento, cura e approfondisce le opportunità che si presentano per lo sviluppo del proprio Comune; è vero che le scelte non spettano a lui (l’Assessore non è un organo del Comune) ma alla Giunta, la quale, collegialmente, prende atto delle proposte approfondite politicamente dagli Assessor ie istruite amministrativamente dai funzionari.

Se fosse vero quello che afferma il Consigliere Fantino, se cioè non solo ogni decisione ma anche ogni approfondimento spettasse al Sindaco, allora non ci sarebbe bisogno degli Assessori, ma soltanto di un Super Sindaco che agisce a 360 gradi su tutta la politica del Comune.

Occorre prendere atto che il rifiuto delle proprie responsabilità è una strategia di elusione del peso della realtà e della verità. Si spiega così la reazione condotta dal Consigliere Fantino contro la riluttanza più o meno opportunistica a fare i conti con un fatto politico, insieme alla tendenza a interpretare un avvenimento in una terminologia pseudo amministrativa; tutte forme di schermo che nascondono il proprio dovere di Assessore, semplici banalità, luoghi comuni, parole di deresponsabilizzazione e generalizzazioni che lasciano il tempo che trovano.

Redazione

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