Niente baci, abbracci tra compagni che si rivedono, schiamazzi, corsette. L’inizio della scuola, da sempre un rito collettivo festoso, ha cambiato volto, diventando uno spartiacque del prima e dopo, all’insegna del distanziamento e della sicurezza. Solo sorrisi sotto la mascherina e saluti con le mani a papà e mamma prima di entrare in aula, in fila indiana, a distanza di un metro l’uno dall’altro.
Un primo giorno di scuola inedito connotato dall’eccezionalità Covid 19. Se lo ricorderanno i protagonisti, i genitori, i nonni. Nessuno fino ad ora lo ha vissuto in questa modalità.
Ingresso disciplinato a scaglioni per classi e ad orari diversi per le elementari, ingressi e uscite separate per le Superiori. Per la primarie scuola di Manta e Francesco Costa di Saluzzo dalle 8 alle 10, ultimi i “primini” Pivano e Dalla Chiesa dalle 9. Uscite scaglionate dalle 11,50 ricreazioni classe per classe.
Niente termometro ma tutti gli alunni hanno consegnato alle maestre il foglio del “patto di corresponsabilità”. In esso i genitori dichiarano che il loro bambino non ha febbre o altri sintomi, che non è stato posto in quarantena o ha contatti con persone positive da almeno 14 giorni.
Due giorni di vacanza in più invece per i ragazzi della Media Rosa Bianca, che a causa dell’ultimazione dei lavori sui due immobili (ex Bersezio ed ex Einaudi) entreranno in aula mercoledì 16 settembre, in edifici completamente rinnovati.
A presidiare l’avvio della scuola saluzzese Polizia municipale e volontari della Protezione civile.
Circa 800 gli studenti del liceo Bodoni, Classico e Scientifico (tutti in presenza) che hanno varcato la soglia dell’istituto, entrando separatamente dagli ingressi di via Parrà, Donaudi e dalla Chiesa (Classico).
Non sono state aumentatele aule al Bodoni: l’ampiezza dei locali permette infatti il distanziamento tra i banchi. Per la complessa l’organizzazione a "norma anticontagio” del primo giorno di scuola, dato l’alto numero di iscritti, le indicazioni e le circolari relative al comportamento richiesto sono state tutte pubblicate sul sito dell’istituto e sono state effettuate riunioni con i genitori nelle settimane scorse.
L’istituto Soleri Bertoni con la palma della più alta densità di allievi (1.010) ha aperto prima delle 8 le porte utilizzando, in base alla collocazione delle aule, dislocate a ferro di cavallo nella ex caserma Musso, sei ingressi (e uscite) diversi, in via Traversa del quartiere, via Monviso, corso Piemonte.
L’accoglienza dei nuovi studenti nella scuola, 250 quest’anno per i vari corsi, è avvenuta alle 10, nel grande cortile interno della ex caserma, con il benvenuto della dirigente Alessandra Tugnoli, la presentazione del coro dell’istituto diretto da Enrico Miolano, del gruppo sportivo e di quello di teatro.
Ingressi scaglionati anche per l’istituto superiore IIS Denina,Pellico, Rivoira di Verzuolo, nelle tre sedi. Anche per loro è stata richiesta la firma del patto di responsabilità scuola-famiglia per l’emergenza Covid.
Il “banco di prova” per l'avvio dell'anno scolastico 2020-2021 è riuscito per tutti.




















