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Attualità | 18 settembre 2020, 10:13

Cuneo: Fratelli d'Italia e Cuneo per i Beni Comuni portano l'ordinanza anti bivacco in consiglio comunale

Se Garnero e Coggiola si dimostrano favorevoli alla decisione intrapresa nei mesi scorsi dal sindaco Borgna, Sturlese chiede approfondimenti sulle altre iniziative atte a risolvere la questione dei braccianti della frutta in città

Cuneo: Fratelli d'Italia e Cuneo per i Beni Comuni portano l'ordinanza anti bivacco in consiglio comunale

Come segnalato martedì 15 settembre dal questore di Cuneo Emanuele Ricifari gli ultimi controlli anti bivacco nella città di Cuneo – contestualmente alla conclusione sempre più vicina della campagna di raccolta della frutta – non hanno sostanzialmente più dato risultati. Ma una discussione così larga come quella scatenata nelle scorse settimane dalla decisione del sindaco Federico Borgna di firma l’ordinanza che prevede il daspo urbano non poteva non raggiungere i banchi del consiglio comunale.

L’assemblea che si terrà martedì 22 e mercoledì 23 settembre vede infatti all’ordine del giorno ben due interpellanze sull’argomento: una a firma Fratelli d'Italia (Massimo Garnero e Alberto Coggiola) e l’altra presentata da Cuneo per i Beni Comuni (Ugo Sturlese, nello specifico).

Garnero e Coggiola si dicono soddisfatti della decisione presa dal sindaco – se non altro perché lo stesso Garnero, a maggio 2018, aveva presentato proprio in consiglio comunale un ordine del giorno con la proposta di adozione di una misura simile – e chiedono informazioni sull’effettivo utilizzo concreto a livello di numeri.

Sturlese invece, punta l’attenzione su un aspetto di più ampio respiro  della lotta dell’amministrazione comunale al fenomeno dei bivacchi di senza fissa dimora: le responsabilità che lo Stato carica sulle spalle dei sindaci che usufruiscono della manodopera di origine straniera di trovare ai lavoratori stagionali – specie nell’attuale fase di convivenza con il virus Covid-19 – sistemazioni salubri e dignitose sul territorio del proprio comune.

Il consigliere chiede quindi al sindaco “quali iniziative operative e politiche intenda assumere, in unione con i sindaci del Tavolo di Concertazione, per dare soluzione a una situazione intollerabile e non consona a una amministrazione di centro-sinistra”; allo stesso modo – e in mancanza di risposte nel merito – si dice pronto a richiedere l’intervento della Magistratura perché valuti i possibili elementi di responsabilità conseguenti al non assolvimento delle giuste prescrizioni dello stato volte a evitare lo sviluppo di focolai di Covid-19 tra i braccianti.

simone giraudi

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