Tutti favorevoli, un solo astenuto - il sindaco di Boves Maurizio Paoletti, che ha preferito non esprimersi -: è questo il risultato della votazione per acclamazione tenutasi ieri 11 febbraio nell’assemblea della conferenza dei comuni del territorio dell’ASL Cn1.
Il tema sta tenendo banco ormai da mesi: dove costruire il nuovo ospedale unico di Cuneo? La scelta dell'area di Confreria, dove sorge l'ospedale Carle, è stata approvata anche dai sindaci.
L'unico - e non nuovo a decisioni e prese di posizione solitarie - a non esprimersi favorevolmente è stato, appunto, il primo cittadino Paoletti.
Quali le ragioni della non approvazione - per astensione - del sito dove sorgerà il nuovo nosocomio?
"Ci è stato detto che i tempi di realizzazione saranno di 12 anni e costerà 202 milioni; sappiamo che le opere pubbliche in Italia normalmente si realizzano in tempi molto superiori così come sappiamo che anche i costi sono destinati a raddoppiare. Ritengo che stiamo mettendo il carro davanti ai buoi, prima costruiamo la scatola e poi decidiamo cosa metterci dentro; io preferire decidere cosa vogliamo metterci dentro e poi, di conseguenza, come e dove deve essere il contenitore" ha detto Paoletti in assemblea ai suoi colleghi.
Non solo, per Paoletti è necessario chiedersi come evolverà la Sanità nel 2035/2040, quando "ammesso che tutto vada in porto, potremo veder inaugurato l’ospedale. Non è facile fare degli scenari ma dobbiamo sforzarci perché il rischio è che quello che andremo a realizzare sarà un ospedale già superato dal tempo".
Paoletti ha espresso un'ulteriore perplessità, che riguarda proprio la location, al momento condivisa dalla maggioranza di chi è stato chiamato ad esprimersi, compreso il Consiglio comunale del capoluogo.
L'area del Carle sul campo si scontra con la sua localizzazione nell’ambito dei vincoli del parco fluviale. "Non credo che le associazioni ambientaliste staranno a guardare; come è compatibile con l’ambiente “parco” una colata di cemento di migliaia di metri cubi? Con quale etica si vietano ai privati certi tipi di intervento nella fascia di rispetto del parco e poi, nel nome del bene comune, l’amministrazione si rimangia le scelte urbanistiche-ambientali degli ultimi anni? La strada della progettazione e del superamento di tali vincoli non mi pare così semplice e la vedo molto, molto in salita.
Io sono sindaco di Boves e devo pensare agli interessi dei miei cittadini; per noi, sul lato Gesso, la localizzazione a Confreria non cambia molto rispetto al Santa Croce; la est-ovest è molto comoda sia per l’uno che per l’altro. Mi lascia molto perplesso la posizione dell’amministrazione di Cuneo, condivisa anche da buona parte dell’opposizione; ovviamente la rispetto, ma se fossi un amministratore di Cuneo avrei combattuto con il coltello tra i denti per non far portare fuori dall’altopiano l’Ospedale; l’attuale area del Santa Croce gode di un indotto economico importante che sparirà; è vero che quell’area sarà poi destinata ad altre attività, ma in quali tempi? Non è che tolto l’ospedale, il giorno dopo si possono trasferire altre attività; serviranno adeguamenti e lavori per anni ed intanto quella zona si desertificherà, locali vuoti e crollo dei prezzi dell’immobiliare. Rispetto le decisioni di chi amministra Cuneo che negli ultimi anni ha fatto importanti interventi di riqualificazione del centro che hanno migliorato molto la città, ma su questa scelta resto perplesso.
Il problema del Santa Croce oggi sono i parcheggi; non solo lì, anche il centro soffre la carenza di accessibilità per chi arriva da fuori; ma chi arriva da fuori normalmente porta denaro e le amministrazioni devo pensare di creare ricchezza per i propri cittadini. Ci sono proposte interessanti di comitati che forse sono state scartate troppo frettolosamente. Per queste ragioni non me la sono sentita di votare a favore della soluzione “Carle”; con ciò, rispetto e mi adeguo alla decisione presa dalla maggioranza dei sindaci chiamati ad esprimersi. La storia, tra 20 anni, ci dirà se sono state scelte giuste.













