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Economia | 23 febbraio 2021, 06:30

Infortuni sul lavoro: i dati di INAIL relativi al Piemonte

Tanti sforzi sono stati fatti negli ultimi anni per prevenire infortuni di ogni tipo

Infortuni sul lavoro: i dati di INAIL relativi al Piemonte

La sicurezza sul lavoro è una tematica sempre molto importante; tanti sforzi sono stati fatti negli ultimi anni per prevenire infortuni di ogni tipo, ma i numeri relativi ai sinistri verificatisi sul luogo di lavoro continuano ad essere rilevanti.

Per consultare le statistiche relative agli infortuni sul lavoro non può esserci fonte più autorevole di INAIL, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, il quale mette a disposizione sul proprio sito Internet istituzionale un vero e proprio “open data”, consultabile a questo link.

I dati di INAIL relativi al Piemonte

La situazione relativa al Piemonte, purtroppo, non è delle più rosee: in riferimento al 2019, ovvero l’ultimo anno relativamente a cui INAIL mette a disposizione delle statistiche ufficiali, quella piemontese è risultata essere la quinta regione italiana per numero di infortuni sul lavoro.

Nello specifico, nel Piemonte si sono verificati complessivamente 47.810 infortuni sul lavoro, cifra inferiore solo a quella della Lombardia, la quale ha contato 120.221 infortuni, del Veneto, con 77.508 infortuni, dell’Emilia Romagna, con 85.367 e della Toscana con 49.533.

Il Piemonte è invece al quarto posto per quanto riguarda gli infortuni mortali, che nel 2019 sono stati 100; cifre più alte sono state registrate soltanto in Lombardia, dove i decessi per infortuni sul lavoro sono stati 179, in Emilia Romagna con 112, e nel Lazio con 105.

Si tratta di una cifra davvero consistente, anche in considerazione del fatto che, nell’arco dell’anno, i decessi verificatisi sull’intero territorio nazionale sono stati 1.156; un’importante percentuale dei medesimi, dunque, si è verificata proprio in Piemonte.

Bisogna ovviamente sottolineare che quelli specificati da INAIL sono dei dati assoluti, di conseguenza è fisiologico attendersi che il numero di infortuni sia superiore nelle regioni che vantano una popolazione maggiore, nonché un alto numero di occupati.

Nonostante questo, è evidente che si tratti di cifre che non possono essere trascurate e che devono invogliare ad intraprendere tutte le misure del caso per ridurre il numero di infortuni professionali e, soprattutto, per azzerare il numero di morti sul lavoro.

Sicurezza sul lavoro: quali sono gli aspetti più importanti

Migliorare la sicurezza sul lavoro, ovviamente, è un obiettivo che può essere raggiunto lavorando su più fronti.

È importantissimo anzitutto che i luoghi di lavoro siano adeguatamente attrezzati per garantire la dovuta sicurezza: per quel che riguarda la prevenzione degli infortuni, ad esempio, è importante esibire tutta la segnaletica del caso.

La sicurezza sul lavoro, tuttavia, non è legata esclusivamente agli infortuni, ma anche alle malattie professionali correlate allo svolgimento dell’attività.

In tale ottica è fondamentale accertarsi che negli ambienti di lavoro non ci siano elementi che potrebbero minacciare la salute dei lavoratori su un medio-lungo periodo. Si pensi ad esempio alle polveri sottili, le quali devono assolutamente essere aspirate e smaltite tramite macchinari specifici come aspiratori industriali nei modelli professionali come quelli presenti nel sito delfinvacuums.com.

Importantissimo è l’utilizzo dei cosiddetti DPI, dispositivi di protezione individuale, ovvero strumenti per la sicurezza personale che proteggono dai rischi specifici correlati allo svolgimento dell’attività in questione.

Gli esempi, da questo punto di vista, possono essere tanti, si pensi alle imbracature per le attività che comportano un rischio di caduta dall’alto.

Sicurezza sul lavoro, inoltre, fa rima anche con formazione: molte aziende purtroppo continuano ad essere deficitarie da questo punto di vista, tuttavia la formazione, da intendersi anche come capacità del lavoratore di gestire determinate situazioni, può essere determinante per evitare sia degli infortuni che, nel lungo periodo, delle malattie professionali.


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