ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022
 / Attualità

Attualità | 19 maggio 2021, 10:29

"Il disagio psichiatrico dei giovani sta diventando un'emergenza: è il grido di aiuto di un'intera generazione"

Ieri (18 maggio) la commissione dedicata alla Cuneo del disagio psichiatrico, famigliare e dell'abbandono scolastico da parte dei giovani: gli interventi puntano il dito sulla pandemia, ma anche sulle gestione degli ultimi trent'anni di sanità pubblica

Foto generica

Foto generica

Le persone colpite dalle difficoltà socio-sanitarie acuite dal Covid-19 non rappresentano una fascia omogenea ma si trovano in contesti famigliari già complessi, culturalmente o economicamente; non vorrei che gli strascichi della pandemia vengano pagati soprattutto dai cittadini già deboli e in difficoltà: garantire pari opportunità è il ruolo dell’istituzione e serve una seria presa di posizione politica”.

A parlare così ieri sera (18 maggio) nel corso dell’incontro congiunto tra I^ e VI^ commissione consiliare è stato il consigliere comunale di Cuneo Simone Priola. Argomento dell’incontro, l’analisi della situazione cittadina rispetto alle situazioni di disagio psichiatrico di adolescenti e preadolescenti, alle difficoltà familiari e al fenomeno della dispersione scolastica.

A fotografare lo stato delle cose dal punto di vista sanitario ci hanno pensato Francesco Risso (direttore del dipartimento interaziendale ASL-AO per la psichiatria) e Franco Fioretto (primario del reparto di neuropsichiatria infantile dell’ASL Cn1).

Quello del disagio psichiatrico di adolescenti e preadolescenti è un iceberg che è emerso con forza ora ma le cui avvisaglie sono almeno decennali – ha sottolineato Risso - . In questi mesi i ragazzi con disagi mentali hanno letteralmente affollato gli ospedali di tutta la provincia, dimostrando gravi situazioni di gesti aggressivi verso di sé o verso gli altri: appare ovvio che la pandemia abbia aggravato la solitudine dei giovani, acuendo i problemi di tensione intra-familiare”.

Il ricovero di un minore in psichiatria è una sconfitta, e in trent’anni non si è riuscito, in Piemonte, a creare cinque o sei posti letto dedicati quanto piuttosto a depredare i reparti del personale in maniera cronica: al servizio di neuropsichiatria infantile di Cuneo ci sono un terzo dei medici necessari e alla sanità pubblica mancano 37 miliardi. Ci voleva una pandemia per far capire che la salute dovrebbe essere al primo posto nella vision di un governo. Chiediamo aiuto e sostegno all’amministrazione comunale e ai vari attori coinvolti; per andare davvero incontro ai giovani e ai loro disagi serve collaborazione proficua” ha concluso Risso.

La problematica sta davvero diventando, ormai, un’emergenza – sottolinea Fioretto - ; in quest’ultimo anno siamo stati travolti da un’onda di adolescenti e preadolescenti, soprattutto dalle vallate montane, che arrivano all’ospedale già gravi, con necessità di ricovero ingenerate da un mix esplosivo di concause come l’idea che il proprio futuro sia stato compromesso, la riduzione delle occasioni extra-scolastiche, e il fatto che i ragazzi si trovino a convivere costantemente con famiglie fragili a livello economico-lavorativo. Una generazione che chiede aiuto, che chiede interventi, che chiede di essere operata”.

Tra ASL e ASO abbiamo provato a dare risposte preventive, a più livelli, perché soltanto assieme se ne possono però dare di comuni. Abbiamo attivo una procedura comune quando riceviamo un ricovero per un ragazzo con problemi psichiatrici ma siamo fortemente carenti in personale; ogni anno in Piemonte si aggiungono sei neuropsichiatri infantili, li stiamo letteralmente prenotando fin da prima che abbiano la cattedra, perché fondamentale è trovarsi preparati”.

Quella dei disagi familiari è invece una situazione che – nelle parole di Giulia Manassero, direttore del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese  - nel corso del 2020 ha visto il territorio dei 53 comuni del Consorzio produrre necessità per 97 minori da seguire negli incontri in luogo neutro e circa 400 nel servizio educativo territoriale.

L’abbandono scolastico, infine, è stato trattato nel corso dell’incontro da Ivano Biga - responsabile dell’ufficio comunale sulle nuove cittadinanze - , che ha riportato una slide con le variazioni di alunni tra l’anno scolastico 2019-2020 e quello 2020-2021: -24 alunni nelle scuole dell’infanzia del territorio, -133 in quelle primarie, -2 in quelle secondarie di primo grado, -19 negli istituti professionali AFP ed ENAIP. Segno positivo, invece, per le variazioni del CPA Cuneo (+60) e le secondarie di secondo grado statali (+192).

Ringrazio tutti gli intervenuti – ha detto l’assessore Patrizia Manassero a latere dell’incontro - ; questa commissione punta a realizzare una fotografia della situazione cittadina per poi partire con un ragionamento concreto: spesso pare che, sulla materia, Cuneo sia all’anno zero ma non è così. I servizi ci sono, così come esiste il disagio dei ragazzi che poi si coniuga in modi molto differenti a seconda dei casi: a mio parere era utile capire che nessuno sta lavorando da solo ma in rete. In due ore non potevano avere posto gli interventi di tutti, come per esempio quelli dei rappresentanti della sfera scolastica, ma sarà sicuramente argomento di un prossimo incontro”.

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium