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Cronaca | 20 maggio 2021, 18:17

Furto di gioielli a Savigliano e Sanremo per 300mila euro, smantellata nel 2016 la banda dei 4 S-PREGIUDICATI: assolto l'ultimo uomo

A deporre a favore del presunto, per la Procura, "quarto uomo", Leonardo Notarbartolo, la mente del furto del secolo nel 2003 al World Diamond Center di Anversa, dove vennero rubati circa 150 milioni di euro

foto generica

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Individuavano la vittima predestinata, installavano un GPS sotto la sua auto e la pedinavano per qualche giorno. Al momento opportuno, rubavano l'auto, si impossessavano della cassaforte presente nel vano della macchina e poi facevano ritrovare il mezzo, svuotato dei preziosi contenuti all'interno.        

Questo il ‘modus operandi’ del furto messo a punto nel 2016 a Savigliano (per un bottino di 10 kg di oro) e un mese dopo a Sanremo.

La prima vittima era stato un rappresentante di gioielli, diretto a Mondovì per concludere alcuni affari. Si era fermato a mangiare a Savigliano e una volta uscito dal ristorante, non aveva piú ritrovato la sua auto. Nel baule, un campionario di merce del valore di circa 6-7 mila euro e un revolver Smith & Wesson, regolarmente denunciato. Tutto era stato rubato. I Carabinieri avevano rintracciato la berlina a Cavallermaggiore e l’avevano restituita al proprietario senza un graffio: un colpo da veri professionisti e maestri del furto quello messo in atto, in quanto per aprirla i ladri si erano muniti di una chiave clonata.

Stessa scena un mese dopo, davanti al Casinò di Sanremo. Vittima, un rappresentate di gioielli di Arezzo che, tempo di un caffè, e la sua Mercedes era giá scomparsa, e con lei, gli 11 chilogrammi di oro contenuti nel baule.

Le indagini portarono all’arresto, sotto mandato del p.m. Carla Longo, di Leonardo Notarbartolo, il figlio Marco (poi scagionato), Stefano Aliano, suo fratello minore Donato e Antonio Defeudis. Tutti hanno già patteggiato la pena. Tranne Antonio Defeudis. Per questo, l’imputato, considerato dalla Procura il “quarto uomo” del colpo, si trovava al dibattimento davanti al Tribunale di Cuneo.

L’accusa, rappresentata dal p.m. Carla Longo, ha chiesto la condanna a 5 anni e 3 mesi e 3000euro di multa.“Dalle intercettazioni a carico dei due fratelli Aliano, in particolare in quelle tra Donato e Defeudis, chiamato Toni, parlano di affari loschi e resoconti di spostamenti, con contatti telefonici pressoché continui” ha sostenuto la procura.

Di contro la difesa dell’imputato ha riferito che in nessuna delle telefonate si fosse fatto riferimento ai fatti avvenuti a Savigliano e a Sanremo. A deporre a favore del presunto complice come testimone, era stato Leonardo Notarbartolo. L'uomo è noto alle cronache per essere stato la mente dello spettacolare furto del secolo, avvenuto il 13 febbraio del 2003 al World Diamond Center di Anversa, dove vennero rubati circa 150 milioni di euro.

Notarbartolo aveva affermato di non aver mai visto né conosciuto l’odierno imputato: “l’unico complice nei preparativi era Stefano Aliano. Questi furti potrei farli anche da solo, ma ho bisogno di qualcuno che controlli se la persona ritorna all’auto, se qualcuno si avvicina, se mi possono aggredire”.

Il p.m. Carla Longo, durante l’escussione, aveva contestato a Notarbartolo le dichiarazioni in quanto differenti da quelle rese a suo tempo in sede di interrogatorio. Lui ha proseguito: “Non ho idea di chi sia Antonio Defeudis. Stefano Aliano mi propose di dividere il bottino dei colpi di Savigliano e Sanremo per quattro: io ho accettato, era un contratto. Non so chi fossero gli altri, può essere che il quarto uomo non sia mai esistito”.

Da qui, la decisione del giudice, al rientro della camera di consiglio, di trasmettere gli atti alla Procura che riguardano la testimonianza di Notarbartolo. Defeudis è stato infine assolto per non aver commesso il fatto.

CharB.

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