Un intero settore che ruota intorno a un "Sì". Certo, per il comparto del wedding (matrimoni e cerimonie) non è una novità, ma in questo caso non si attende una sposa in ritardo o uno sposo timido. Il sì è quello alla ripartenza, che parte oggi, lunedì 14 giugno, con l'avvento della zona bianca.
Per il Piemonte, si tratta di un comparto che conta 38 mila imprese e quasi 113 mila addetti. E se nel 2019 in Piemonte sono stati celebrati 12.306 matrimoni, nel 2020 - causa Covid - se ne sono celebrati solo 7.098 con un crollo del 42,3% (-5.208). Una mazzata, per tutto il comparto.
Anche perché il matrimonio non è solo il ricevimento, dunque il catering e i camerieri. Si stima che, attorno a una cerimonia, ruotino almeno 30 professionisti che vanno dai wedding planner alle agenzie di service, di eventi, di viaggi, di organizzazione di cerimonie, e dai produttori di bomboniere si passa per i sarti, i parrucchieri, gli estetisti, i fioristi, gli orafi, i fotografi, gli autisti, si arriva ai cuochi, ai camerieri, e ai gestori di ristoranti e dimore e si conclude con i musicisti di ogni genere e gli organizzatori di spettacoli e di intrattenimento.
Un piccolo esercito, che si muove a ogni evento da organizzare. “Il settore del wedding, anche in Piemonte, ha subito pesanti effetti della crisi Covid-19 a causa dei provvedimenti introdotti per il contenimento del virus – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – inoltre le imprese operanti in questo segmento sono state ulteriormente penalizzate, seppur con intensità differenti, dal crollo di eventi, congressi, fiere e delle attività culturali e di attrazione turistica”.
“Il settore ha bisogno di lavorare e incassare, anche per disinnescare la bomba ad orologeria sociale attivata con lo sblocco dei licenziamenti – continua Felici – soprattutto per il settore matrimoni, infatti, questo è il periodo cruciale”.
Sulla base delle rilevazioni di Confartigianato Imprese, molti dei settori rientranti nel perimetro del settore del wedding figurano tra quelli che nel 2020, rispetto all’anno pre-crisi (2019), hanno registrato cali di fatturato delle MPI superiori a quello medio del -25,5%: trasporto persone (-73,8%), pasticcerie (-36,7%), moda (tessile, abbigliamento, calzature, occhiali e gioielleria) (-35,9%), comunicazione: grafici e fotografi (-33,7%) e area benessere (acconciatori ed estetica) (- 33,6%). "Un settore in caduta libera – conclude Felici – Dal lungo elenco di attività si capisce però quanto sia importante il peso economico del comparto sull’economia del territorio".
In Breve
giovedì 22 gennaio
mercoledì 21 gennaio
Accadeva un anno fa
Attualità
Attualità













