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Politica | 06 settembre 2021, 13:02

Scende al 40% il quorum per l’elezione del sindaco in caso di lista unica

Lo stabilisce il decreto-legge per le elezioni 2021, nei Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti. Ma un ddl approvato dal Senato e in discussione alla Camera potrebbe mantenere la norma in vigore anche per il futuro. Altra novità: gli AIRE che non prendono parte al voto non verranno conteggiati per determinare il quorum

Immagine di repertorio

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C’è una novità sicuramente importante per quanto concerne le prossime elezioni comunali.

E riguarda il raggiungimento del quorum strutturale nei Comuni, fino a 15 mila abitanti, dove si registra la presenza di una sola lista per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale.

A tal proposito, il Governo Draghi ha deliberato un apposito decreto-legge, emanato dal Presidente Mattarella il 5 marzo scorso e convertito in legge, recante “Disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l’anno 2021”.

Un documento che, per la tornata elettorale di ottobre, “a causa del permanere del quadro epidemiologico da Covid-19”, in primis “differisce i termini ordinari per lo svolgimento delle consultazioni elettorali previste per il corrente anno”.

Il provvedimento fa riferimento anche alle elezioni ordinarie delle 26 Amministrazioni comunali della Provincia Granda.

Tra gli aspetti previsti nella legge, spicca sicuramente quella legata al quorum dei Comuni con lista unica, sotto i 15 mila abitanti. Vengono infatti introdotte – al momento solo per questa tornata – “disposizioni speciali in materia di quorum di validità per le elezioni del sindaco e del consiglio comunale”.

La norma dispone che per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15 mila abitanti, dove sia stata ammessa e votata una sola lista, risultano eletti tutti i candidati della lista, oltre al candidato a sindaco collegato, solo al raggiungimento del quorum strutturale e funzionale.

Cambiano, però, le modalità di determinazione del quorum strutturale. Un tempo, per il quorum strutturale, “il numero dei votanti non doveva risultare inferiore al 50 per cento degli aventi diritto”.

Per le elezioni 2021, invece, “il numero dei votanti non dovrà essere inferiore al 40 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune”. Con un’ulteriore novità: in deroga a quanto previsto dalla legge, “per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune non si tiene conto degli elettori iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.) che non esercitano il diritto di voto.

Tradotto: gli AIRE che non si presenteranno alle urne non verranno conteggiati al fine di determinare il quorum strutturale. E il quorum viene abbassato del 10%.

Nulla cambia, invece, per quanto riguarda il quorum funzionale: la lista dovrà infatti riportare un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti.

Si tratta di una novità importante – spiegano dall’Anci – in quanto l'inclusione nelle liste elettorali di cittadini residenti all'estero fa sì che, specie nei comuni di minori dimensioni e con alto tasso di emigrazione, si renda arduo il raggiungimento del quorum strutturale richiesto per la validità delle elezioni amministrative, con conseguente nullità della procedura elettorale”.

Al tempo stesso, la legge – sempre e solo per il 2021 – prevede che non vengano applicate le sanzioni per mancato adempimento all’obbligo di redazione e di pubblicazione della relazione di fine mandato del sindaco e, “al fine di assicurare il necessario distanziamento sociale nell'ambito delle operazioni di voto, consente di presentare l'atto di designazione dei rappresentanti della lista presso gli uffici comunali mediante posta elettronica certificata entro il mercoledì antecedente la votazione, in luogo delle altre forme previste dalla legislazione vigente”.

Le norme previste dal decreto-legge (circa il quorum strutturale) sono destinate, comunque, a rimanere in vigore anche in futuro. Da un lato, infatti, il Governo è ricorso all’uso del decreto per portarle già a regime per questa tornata elettorale.

Dall’altro, però, le modifiche erano già inserite in un disegno di legge al vaglio delle Camere (e già approvato dal Senato), che prevede modifiche al Testo unico Enti locali e che mira a renderle definitive. Proprio l’abbassamento del quorum in caso di lista unica rientra nel disegno di legge presentato dal senatore cuneese Mino Taricco.

La criticità si veniva a generare, nel caso di una sola lista presentata, dal rischio di minore
partecipazione al voto dei cittadini, e dall’alto numero, in molte piccole Comunità, di iscritti all’AIRE.
– spiega Taricco – Due cause che alla luce dei limiti posti dallo stesso TUEL sulla validità delle consultazioni elettorali, correvano sempre il rischio di non far conseguire il quorum per la validità delle elezioni.

Il tema, come avevo affermato alla presentazione della proposta a mia prima firma è un tema di democrazia reale in alcuni territori a bassa densità abitativa e per tantissime piccole Comunità, dove si verificavano purtroppo situazioni che non aiutavano le Comunità locali a gestire in modo corretto i procedimenti elettorali.

Credo che sia un dato positivo il modo in cui si è lavorato con concretezza, grande collaborazione ed anche in tempi relativamente celeri. Rappresenta, pur nella soluzione di un problema puntuale, un segnale importante da parte nostra nei riguardi delle Comunità locali, di attenzione anche alle piccole cose, che spesso rappresentano la differenza tra “dare risposte e semplificare procedimenti”
o semplicemente “parlarne soltanto”.

Adesso speriamo che il provvedimento possa essere velocemente approvato anche alla Camera, in modo che il segnale di attenzione che stiamo dando ai piccoli Comuni sia concreto, puntuale e reale”.

Nicolò Bertola

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