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Politica | 14 dicembre 2021, 15:42

Sinistra Italiana Cuneo commenta lo sciopero generale Cgil e Uil: "Meno male che Maurizio c'è!"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Mario Cravero

Mario Cravero

Difficilmente negli oltre 70 anni della nostra Repubblica è capitato di assistere a un poderoso fuoco di sbarramento come sta’ avvenendo in questi giorni contro la decisione assunta da Cgil e Uil di proclamare lo Sciopero Generale il prossimo giovedì 16 dicembre.

Salvo rare eccezioni, tutti uniti, dai media alla politica, dagli economisti agli opinionisti ad accusare il sindacato e in particolare Maurizio Landini di irresponsabilità per la delicata fase che il Paese vive e di ingratitudine verso il Governo Draghi e la maggioranza politica che lo sostiene. Se va bene nel migliore dei casi si riconosce la legittimità Costituzionale dell’iniziativa, evitando però scientemente di entrare nel merito delle ragioni che hanno portato alla decisione di indire lo sciopero generale.

Invece proprio sul merito ci si dovrebbe focalizzare ed al limite confutare le ragioni dello Sciopero, ma ai gioiosi detrattori evidentemente mancano gli argomenti ed allora meglio spostare il tiro su generiche quanto strumentali e spesso false argomentazioni ad iniziare dall’inopportunità del  contesto ancora fortemente condizionato dalla pandemia.

Una sorta di parola d’ordine trasversale dice che Il governo Draghi va blindato e sostenuto a prescindere, non importa se, aldilà degli annunci, di fatto poco o nulla è stato fatto in materia di contrasto alle delocalizzazioni, alla precarietà imperante (l’85% dei nuovi contratti sono a termine), per rispondere al dramma della non autosufficienza, ai problemi tutt’ora irrisolti della scuola, al delicato e tutt’ora aperto tema delle pensioni salvo ripristinare un graduale quanto inaccettabile ritorno alla Fornero, ai salari sempre più bassi ed in ultimo ad una riforma del fisco che escluderà dai benefici oltre il 40% delle famiglie più povere.

Che l’attacco allo Sciopero arrivi dalle forze politiche di destra e da Confindustria è comprensibile, molto meno lo diventa se a queste si accodano voci importanti della sinistra e dei progressisti.

 Nei giorni scorsi sono state pubblicate rilevazioni che ci dicono che moltissimi elettori di Lega e Fratelli d’Italia provengono dal mondo operaio, quello che un tempo era il potente bacino elettorale per la sinistra. Dal momento che è oggettivamente impensabile pensare che la mitica “classe operaia” sia diventata in massa razzista e fascista, e più facile propendere a pensare che a determinare lo spostamento siano stati i troppi anni di frustrazione e delusione per il progressivo smantellamento dei diritti avvenuti per mano di Governi “rigoristi” diretti o sostenuti anche da chi si dichiarava di sinistra e che inevitabilmente hanno reso sempre più attrattive le false parole d’ordine sovraniste del “prima l’Italia e gli italiani” cavallo di battaglia identitario sul quale Lega prima e Fratelli d’Italia poi hanno costruito la loro fortuna.

Per la Sinistra riconquistare la fiducia ed il consenso colpevolmente sperperato non sarà un percorso breve né scontato. Servirà innanzitutto ricostituire un gruppo dirigente che sappia assumere e fare proprie le istanze del mondo del lavoro con radicale determinazione e assoluta coerenza non solo a parole nei talk show come troppo spesso avvenuto, ma nell’agire quotidiano dentro le Istituzioni e nel Paese. Maurizio Landini, spesso irriso e anche contrastato proprio da chi avrebbe dovuto invece sostenerlo in tutti questi ultimi anni ha dato prova di possedere a pieno titolo tali requisiti. Mai come ora è proprio il caso di dire che "meno male che Maurizio c’è!".


Mario Cravero - Sinistra Italiana Cuneo

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