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Agricoltura | 26 dicembre 2021, 18:07

Il 2021 di Coldiretti Cuneo: un anno difficile, ma che apre a nuove sfide

Intervista al direttore Fabiano Porcu in vista di un 2022 che vedrà il capoluogo impegnato nella tornata elettorale: "In questi anni con l'amministrazione abbiamo costruito un rapporto improntato sulla collaborazione"

Il 2021 di Coldiretti Cuneo: un anno difficile, ma che apre a nuove sfide

Un anno ancora dettato dalla pandemia e dalle ripercussioni dei danni ambientali sui raccolti quello vissuto dagli agricoltori e dagli allevatori della provincia di Cuneo.In una Granda a forte vocazione agricola però il 2021 è stato, però, un anno di reazione che lascia il campo a nuovi stimoli per affrontare le battaglie importanti del futuro. Ne abbiamo parlato con il direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcu, tracciando un bilancio dell'annata che si sta andando a chiudere e alle sfide imminenti.

Direttore, partiamo dai danni del gelo di aprile che hanno messo a dura prova le colture cuneesi. Come l’agricoltura e gli agricoltori del futuro si dovranno muovere per affrontare i cambiamenti climatici?

Senz’ombra di dubbio è stato un anno difficile: iniziato con due gelate primaverili che hanno compromesso gran parte della produzione frutticola provinciale, pesche, nocciole e kiwi fra le varietà che sono state maggiormente colpite. L’anno è poi proseguito con le violente grandinate estive a cui si è aggiunto il fenomeno della siccità che ha influito moltissimo  nel comparto cerealicolo, in particolar modo nella produzione di mais e soia, e nell’orticolo. Dall’altra parte alcuni settori hanno visto nel 2021 una ripresa importante, come il settore vitivinicolo e i dati di vendite record che ha registrato specialmente nell’export. Ci sono poi i comparti del latte e della carne Piemontese che continuano a soffrire prezzi troppo bassi rispetto ai costi sostenuti dagli allevatori a fronte di una speculazione internazionale sulle materie prime, che abbiamo visto lungo tutto il secondo semestre dell’anno, che ha portato ad una crescita vertiginosa dei costi di produzione. Il comparto della carne ha visto qualche segnale di ripresa grazie alle riaperture ma allo stesso tempo si trova in questo momento storico a fronteggiare l’attacco proveniente dalla minaccia della carne sintetica. In questa battaglia, come sempre, siamo al fianco delle nostre aziende, degli allevatori e i produttori, dobbiamo continuare a vigilare e denunciare sia tentativi di sostituire la carne con prodotti da laboratorio, sia pratiche sleali e meccanismi forvianti come il sistema d’etichettatura del Nutriscore che penalizza, deliberatamente, cibi genuini simbolo del Made in Italy per favorire prodotti dubbi delle grandi multinazionali.

 

Ha parlato di ripresa e riapertura, è tutto merito di Green Pass e di vaccinazione?

Sicuramente l’avvento del vaccino è stata la svolta che ci ha permesso di vedere il futuro con maggior fiducia. Coldiretti ha creduto da subito che il vaccino fosse la più importante risorsa per fronteggiare la pandemia e da subito abbiamo offerto la disponibilità dei nostri Uffici e aderito e promosso alcuni hub vaccinali sul nostro territorio. Vaccini e Green Pass hanno consentito di riaprire al pubblico con tanti effetti positivi su tutti i settori, come ad esempio agriturismi di Terranostra e Campagna Amica  o la ripresa in sicurezza di molte attività come gli show cooking e i laboratori didattici per bambini che si stanno svolgendo, ormai da alcuni mesi,  al mercato contadino di Campagna Amica a Cuneo

Leggiamo tutti i giorni di polemiche sul Green Pass, qual è la vostra posizione?

È indubbio che sia stata una scelta politica molto coraggiosa, ma se questo ha consentito le varie riaperture, ben venga. Lo scopo di tutti è quello di tornare quanto prima alla normalità e di far ripartire le attività economiche, lo strumento è il Green Pass, l’Italia lo ha dimostrato a tutta l’Europa, a fronte di questa nuova ondata, grazie a questo strumento siamo riusciti sinora a contenere la risalita dei contagi.

Giovani e agricoltura. L’epoca post-Covid sta segnando un ritorno alla terra da parte della nuove generazioni? Quanti giovani (under 35), sono entrati in Coldiretti Cuneo in questo 2021? I vostri numeri confermano questa tendenza?

I segnali che sono arrivati dalle nostre Zone su tutta la Provincia sono molto positivi e seguono un trend che è nazionale. Con la svolta green nei consumi e nel lavoro favorita dalla pandemia, ci tengo a ricordare che l’Italia è leader in Europa nel numero di imprese condotte da giovani.

Come Federazione Provinciale, essendo a fine anno stiamo tirando le somme ed un dato definitivo potremmo averlo solo nei primi mesi del 2022 anche perché con la proroga al 31 gennaio degli insediamenti ci aspettiamo già moltissime adesioni. Ma la tendenza è assolutamente confermata in tutta la Granda. Da da fine agosto, abbiamo ricevuto moltissime richieste da parte di giovani che notiamo si approcciano al mondo dell’agricoltura con un forte spirito d’iniziativa, con una grande preparazione specialistica e con attenzione particolare a sostenibilità e innovazione delle proprie aziende agricole.

Un intervento fortemente sollecitato da Coldiretti che ha contribuito in tal senso è stato il Bando regionale a sostegno dei giovani agricoltori piemontesi sulle misure del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) del Piemonte per il biennio di transizione 2021-2022, che rende immediatamente disponibili le risorse messe a disposizione dalla Commissione europea.  Per sostenere però i progetti imprenditoriali dei nostri è però urgente abbattere la burocrazia  e l’inefficienza che frenano l’avvio di nuove attività, oltre a mettere a disposizione tutte le opportunità che possono generarsi attraverso i Bandi del PSR dell’Unione Europea. 

Chiudiamo con una domanda politica. Per tornare ad una realtà a noi più vicina, il 2022 sarà l’anno in cui ci saranno le amministrative, una su tutte il Comune di Cuneo. Cosa vi aspettate?

Sarà un momento importante per il nostro Comune e soprattutto un bell’esercizio di democrazia. Speriamo che l’affluenza alle urne sia alta, perché il disinteresse alla politica da parte degli elettori non è mai un aspetto positivo. Per quanto riguarda Coldiretti, come sempre, avrà il piacere di parlare con tutti coloro i quali vorranno ascoltare il nostro pensiero, faremo le nostre proposte e esporremmo le nostre priorità. Storicamente abbiamo sempre avuto un dialogo molto positivo e collaborativo con le Istituzioni locali a tutti i livelli in particolar modo con l’Amministrazione comunale di Cuneo con la quale, in questi anni, abbiamo costruito un rapporto improntato sulla collaborazione trovando un’Amministrazione disponibile e attenta, sia a livello politico sia a livello di funzionari e responsabili tecnici, nel pieno rispetto dei ruoli e delle prerogative di tutti. Siamo sicuri che, a prescindere dal risultato elettorale, si potrà continuare su questa strada.

Daniele Caponnetto

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