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Attualità | 13 marzo 2022, 14:30

Ucraina, il grande cuore degli Albesi si scontra con il muro della burocrazia: la storia di Angela

L’accoglienza dei primi rifugiati nella capitale delle Langhe - una famiglia composta da due ragazze adulte, di cui una con un leggera disabilità, e tre adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 14 anni - fa da apri pista, non senza qualche difficoltà

Angela, che insieme al marito ha accolto una famiglia ucraina ad Alba

Angela, che insieme al marito ha accolto una famiglia ucraina ad Alba

“Vedevo quelle immagini strazianti in tv, quelle persone disperate e ho detto a mia moglie: posto ne abbiamo, dobbiamo dar loro una mano”. Così ci accoglie il marito della signora Angela: sono loro i primo Albesi, almeno in modo ufficiale e dichiarato, ad aver dato ospitalità a una famiglia di rifugiati scampati dal conflitto russo-ucraino.
Angela e suo marito hanno da poco ristrutturato una parte della loro casa, anzi, stanno ancora ultimando i lavori esterni e volevano adibirla a casa vacanza, in sostanza un B&B, ma vedendo quello che stava accadendo in Ucraina, hanno deciso di metterla a disposizione.
Presi i contatti con l’associazione di volontariato Arca Solidale di Orio Canavese, che da anni si occupa di dare aiuto, supporto e tutela a bambini e ragazzi in condizioni di disagio, principalmente attraverso progetti di accoglienza temporanea presso famiglie italiane e con particolare attenzione ai bambini ucraini, hanno aderito alla richiesta di accogliere una famiglia composta da due ragazze adulte, di cui una con un leggera disabilità, ma al momento costretta su una sedia a rotelle, e tre adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 14 anni.

La famiglia ucraina è arrivata all’inizio della settimana a Volpiano, da dove - con un transfert organizzato dalla Croce Rossa di Alba - ha raggiunto il capoluogo delle Langhe e la sua momentanea nuova casa. Angela li ha subito accolti con affetto e amore, ma come si suol dire, tra il dire il fare c’è di mezzo il mare. Quali sono state le difficoltà reali? La burocrazia.

Al mattino dopo, infatti, quando ha iniziato a muovere i primi passi per “regolarizzare” i suoi ospiti, si è trovata di fronte diversi problemi. Dall’anagrafe del Comune che ancora non era in grado di capire quale fosse la giusta procedura, all’Asl messa più o meno nella stessa condizione, fino all’idea di mandare i piccoli a scuola, almeno per poter trovare un momento di aggregazione con altri ragazzi che li distraesse dall’orrore che hanno vissuto, ma soprattutto potessero imparare almeno qualche parola di italiano.

Due cose però dobbiamo dirle: Angela è stata sommersa dal calore degli amici e dei suoi concittadini, che si sono messi chi per una cosa, chi per un’altra, immediatamente a disposizione, come un suo amico che ha regalato ai tre ragazzi tre computer portatili, dandogli così modo di distrarsi, ma anche di cominciare a capire dove sono.

In secondo luogo, questa è in tutti i sensi un’emergenza; quindi, anche la Pubblica Amministrazione si è trovata impreparata, ma già dai primi giorni della settimana ad oggi sono molte le cose che si stanno delineando in modo più o meno semplice e trasparente, che saranno sicuramente utili per chi vorrà dare ospitalità nel prossimo futuro.
Ad esempio, chi sta ospitando cittadini ucraini dovrà comunicare la loro presenza attraverso la dichiarazione di ospitalità, i cui moduli possono essere reperiti allo sportello dell’ufficio anagrafe di piazza Risorgimento, negli abituali orari di apertura. Altra “novità”: una volta fatta la comunicazione al Comune, questo avviserà l’ASL CN2, che provvederà a effettuare un tampone di accertamento (Covid-19) entro le 48 ore dall’accesso in Italia e provvederà a fornire ai cittadini ucraini la documentazione per l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale.
Come comunicato dall’Assessore ai Servizi Sociali, Elisa Boschiazzo, è stata attivata una rete di solidarietà tra i vari attori, comune, ASL CN2,  Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero e la Caritas e riguardo alla scuola - o comunque all’apprendimento della lingua -, attraverso la Consulta delle Famiglie verranno offerte lezioni di italiano per andare incontro alle necessità di chi non comprende la nostra lingua e si trova ad affrontare il quotidiano in un Paese straniero: grazie alla disponibilità offerta, una professoressa si potrà recare anche presso le famiglie ospitanti, per fornire un percorso veloce di apprendimento linguistico e di conversazione.
Come ha sottolineato lo stesso Sindaco di Alba, Carlo Bo, purtroppo la burocrazia rimane tanta e spesso anche l’Amministrazione non riesce ad accelerare i processi, perché lei stessa si trova di fronte a delle procedure insormontabili.

Ad ogni buon conto, almeno per quel che riguarda la scuola, i ragazzi ospiti della signora Angela, grazie alla sua grinta e alla disponibilità della Preside, dal prossimo lunedì inizieranno a frequentare la scuola alla Macrino di Alba: un’azione che ha un grande valore, quella di cercare di riportare questi ragazzi, che hanno vissuto un’esperienza terribile, almeno a una parte di normalità. Stare con dei coetanei, giocare, tornare a fare quello che facevano a casa loro, sperando che questo, almeno per ora, allontani i ricordi degli ultimi giorni.

Andrea Olimpi

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