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Attualità | 17 novembre 2022, 18:45

Mancano gli amministrativi: il Tribunale di Cuneo sospende le udienze pomeridiane

Una situazione che sfiora il drammatico, come sottolinea il presidente Paolo Demarchi. "Assistiamo a una diaspora continua. E non si fanno concorsi. Eppure, nonostante tutto, ogni anno abbattiamo una porzione di arretrato"

Il presidente del Tribunale di Cuneo Paolo Demarchi

Il presidente del Tribunale di Cuneo Paolo Demarchi

Impossibile non percepirne la frustrazione parlando con il presidente del Tribunale di Cuneo, il dottor Paolo Demarchi, in questo ruolo dal 2016.

Negli ultimi giorni Demarchi è stato costretto a sospendere tutte le udienze pomeridiane per mancanza di personale amministrativo, in particolare i cancellieri, la cui presenza è necessaria.

"Siamo impossibilati a programmare udienze al pomeriggio. I giudici sarebbero disponibili, ma sono costretto a chiedere di fare meno udienze perché non ho il personale", evidenzia, numeri alla mano.

E la situazione peggiora mese dopo mese. "Al 30 giugno c'erano 64 amministrativi su 91. A fine anno ne perderemo altri cinque, per pensionamento. Quindi scenderemo sotto i 60, il 33% in meno del necessario. Ci sono 10 cancellieri su 14. Manca il dirigente amministrativo, la figura più importante, e sono costretto a farne io le funzioni. Di sette direttori, ne abbiamo uno solo. C'è poi un altro aspetto: alcuni dipendenti hanno permessi sindacali o godono dei permessi garantiti dalla Legge 104. Fatti i dovuti conti, questo si traduce in una perdita di ore di lavoro assimilabile a quella di 12 persone. E' una situazione più che frustrante: potremmo produrre di più, ma non è possibile farlo".

Concorsi non se ne fanno. E quando si fanno, chi viene assegnato a Cuneo, appena può, chiede il trasferimento o fa concorsi per altri enti. "Quello di Cuneo è un foro poco attrattivo per la posizione geografica. Chi viene da fuori punta al trasferimento, per avvicinarsi a casa o per andare in città meglio servite dal punto di vista dei collegamenti", aggiunge ancora.

Demarchi parla anche delle misure per la Giustizia previste dal PNRR, finalizzate perlopiù ad abbattere i tempi processuali. "Sulla carta è tutto molto bello, ma gli obiettivi si basano sui dati del 2019. Nel frattempo il mio organico si è ridotto e ci viene chiesto di fare meglio con meno risorse. La cosa è pressoché impossibile, senza contare che dei 18 funzionari esterni che ci sono stati assegnati dal Ministero proprio per lavorare su questo, ne sono arrivati 12".

A risentirne, oltre alla cancellazione delle udienze pomeridiane, è tutto il lavoro collaterale, propedeutico e successivo alle udienze stesse e alla pronuncia delle sentenze, cui seguono incombenze amministrative che sono inevitabilmente rallentate, perché la priorità resta comunque l'attività processuale. 

Peggiore, se possibile, la situazione dei Giudici di Pace, sotto organico del 50%.

Un sistema che non funziona, su questo Demarchi è molto chiaro. Ma chiude comunque con un pizzico di orgoglio, frutto del lavoro e dell'impegno di tutti: "Dal 2016, nonostante tutto, ogni anno riusciamo ad abbattere un pezzo di arretrato. Il Tribunale di Cuneo è decisamente sotto la media per tempi. Riusciamo a essere efficienti anche in questa situazione. Vorremmo fare di più, ma è umanamente impossibile".

Sul tema abbiamo interpellato anche l'avvocato Claudio Massa, presidente dell'Ordine degli Avvocati. "Non ho ricevuto segnalazioni specifiche sulla cancellazione delle udienze pomeridiane. A Cuneo ce ne sono sempre state poche, perlopiù collegiali. Ma la mancanza di personale non è nulla di nuovo, la cosa non mi sorprende. E' evidente da tempo per quanto riguarda il Tribunale Civile, per il Penale non sapevo della sospensione. Il problema degli organici è ben al di là dall'essere risolto e con la riforma del Diritto Civile le cose non potranno che peggiorare. Peccato che nessuno sembri preoccuparsene".

Barbara Simonelli

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