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Attualità | 12 aprile 2023, 17:23

“I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione”: se ne parla a Revello

L'incontro, aperto a tutti, si terrà giovedì 13 aprile alle 20,40 nel padiglione delle scuole

“I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione”: se ne parla a Revello

Anoressia e bulimia sono una malattia e come tale va riconosciuta e trattata. Occorre aumentare la conoscenza attraverso l’ascolto, il sapere e la consapevolezza.

Per questo è necessario creare una rete di supporto e di cura rivolta, oltre che nei confronti di chi soffre di questa patologia, anche per i familiari che seguono l’ammalato.

“I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione” è il titolo dell’incontro che si terrà giovedì 13 aprile alle 20,45 nel padiglioni delle scuole di Revello in viale Umberto I.

La serata è realizzata in collaborazione  con l’Istituto Comprensivo di Revello, grazie alla disponibilità della dirigente Paola Maniotti, l’A-fidati, (associazione familiari disturbi del comportamento alimentare di Cuneo) con il patrocinio del Comune di Revello.

Interverranno: la dottoressa Marianela Zamora  specialista in psichiatria del centro di salute mentale di Saluzzo,  il dottor Marco Cipolat dirigente medico della struttura di dietetica e nutrizione clinica dell’Azienda Sanitaria Santa Croce-Carle di Cuneo e Maura Acconci presidente dell’associazione A-fidati.

In Piemonte sono stati diagnosticati 250 casi di anoressia e 450 di bulimia, in questi numeri non viene tenuto conto di tutte le persone che non dichiarano la loro patologia e quindi vanno a confluire nel sommerso.

I disturbi del comportamento alimentare colpiscono senza distinzione di genere e sono cresciuti ancora di più nel lockdown  continuando ad aumentare in questo periodo di incertezze sociali ed economiche dovute anche al perdurare della guerra.

In Italia anoressia e bulimia provocano 4 mila morti all’anno, tra ragazze e ragazzi, e sono la seconda causa di decesso tra gli adolescenti.

Rosy Boaglio dell’associazione A-fidati e mamma di Beatrice morta per anoressia nervosa, a 32 anni, a fine settembre del 2021: “Ritengo che i disturbi del comportamento alimentare meritino attenzione. Sono una malattia e come tale va riconosciuta e trattata. Occorre aumentare la conoscenza attraverso l’ascolto, il sapere e la consapevolezza. Credo sia necessario creare una rete di supporto e di cura rivolta, oltre che nei confronti di chi soffre di questa patologia, anche per i familiari che seguono l’ammalato.

Ci deve essere sempre più una sinergia fra politica, sanità enti e istituzioni.

Da questa sofferenza può nascere qualcosa di positivo verso chi soffre e le famiglie che hanno bisogno di sostegno anche psicologico.

I livelli essenziali di assistenza (Lea) per queste malattie, visto le complessità, non possono essere accorpate economicamente al budget di psichiatria, come accade attualmente. Diventa quindi di fondamentale importanza lo scorporo dei Lea dalla salute mentale per avere risorse ad hoc: così come era già avvenuto per le malattie autistiche.

Sul territorio sono poche le strutture specializzate nella cura di questi disturbi  e la loro carenza fa sì che ci siano delle liste d’attesa non indifferenti per i ricoveri.

È importante non sottovalutare i sintomi dell’esordio. I genitori si devono rendere conto se ci sono cambiamenti nei propri figli e segnalarlo subito ai medici di base. Così come anche gli insegnanti nelle scuole.

L’associazione di genitori A-fidati è nata da un gruppo di genitori, parenti e amici di persone affette da disturbi del comportamento alimentare con l’intento di offrire conforto e confronto”.

L'incontro è aperto a tutti.

 

Anna Maria Parola

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