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Economia | 29 settembre 2023, 19:00

Il benessere animale secondo Piemonte Latte: da vincolo a vantaggio

La cooperativa agricola saviglianese investe da anni nella frontiera del benessere animale, per mantenere alta la qualità del latte e rispettare le richieste dei consumatori

Il benessere animale secondo Piemonte Latte: da vincolo a vantaggio

 

Benessere animale e allevamento: una conciliazione che sia le normative vigenti sia i consumatori pretendono venga ormai rispettata da allevatori e aziende produttrici operanti nel settore agricolo e zootecnico. Una frontiera in cui ha deciso di investire sempre di più una delle cooperative agricole di riferimento per il settore lattiero-caseario piemontese e italiano: Piemonte Latte.

Cooperativa saviglianese formata da 270 aziende socie piemontesi, Piemonte Latte fonda il proprio lavoro sull’attenzione allo stile di vita delle sue vacche, sottolineando come questo sia fondamentale non solo per il benessere degli animali e per il rispetto delle normative, ma anche per la qualità stessa del latte. Roberto Morello, Presidente di Piemonte Latte, racconta infatti che “il latte, per essere buono, sano e sicuro, deve essere munto da una vacca in ottime condizioni di salute. Se l’animale non ha riposato le ore di cui aveva bisogno, ad esempio, la mungitura sarà molto più scarsa e la qualità del prodotto molto inferiore. Lo stesso vale per la nutrizione: il cibo che noi somministriamo alle nostre bovine da latte è di ottima qualità, proviene da fonti sicure e rispetta i bisogni nutrizionali degli animali. Se la vacca mangia in modo sano e adeguato, il palato dei consumatori se ne accorgerà”.

A guidare l’attività dei soci di Piemonte Latte sono le cinque libertà sancite nel 1979 dal Farm Animal Welfare Council (FAWC), riferimento per i professionisti del settore lattiero-caseario: libertà dalla sete e dalla fame, che richiede disponibilità di acqua e una dieta bilanciata; libertà dal disagio, grazie alla disponibilità di un ricovero confortevole e appropriato; libertà dal dolore, attraverso un’attività mirata di prevenzione da infezioni e malattie; libertà di manifestazione comportamentale, anche tramite una relazione positiva e serena con l’allevatore; libertà dalla paura, tramite un atteggiamento corretto da parte di chi si prende cura degli animali.

Anche a relazione con l’allevatore è di primaria importanza, trasformando la relazione con l’animale in una vera collaborazione. Un mestiere che richiede cura e conoscenza, prestando attenzione alle necessità degli animali e alla prevenzione delle malattie, evitando così un’eccessiva somministrazione di antibiotici che influiscono negativamente sulla qualità del prodotto.

Il rispetto delle direttive è affidato alla valutazione del sistema IBA, messo a punto dal CRPA (Centro Ricerche Produzioni Animali), che, attraverso una check-list, identifica le criticità di un allevamento indicando i possibili margini di miglioramento e adeguamento, per migliorare il benessere degli animali e la redditività dell’azienda.

Il Presidente Morello conclude: “i sistemi di valutazione in essere e la direttiva europea 98/58/CEE emanata nel 1998 non devono indurre a ritenere il rispetto delle direttive come un vincolo alla produzione. Adeguarsi alla normativa e impegnarsi in una direzione di maggiore cura dell’animale è invece un vantaggio competitivo, che permette di raggiungere elevati standard di qualità e, al contempo, di rispondere con prontezza alle pretese lecite e doverose dei consumatori”.


cs

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