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Attualità | 28 maggio 2024, 20:04

ACCADDE OGGI / Marcello Soleri, sindaco, deputato e più volte ministro: un visionario, non solo un politico liberale

Figura sconosciuta a tanti cuneesi, che lo associano al viadotto senza saperne molto, nasceva nel capoluogo della Granda il 28 maggio 1882. Cercò di opporsi alla Marcia su Roma redigendo la “Proclamazione dello stato d’assedio” che Vittorio Emanuele III non firmò. Nel 2025 cadranno gli ottant’anni dalla morte: se la città lo ricordasse…

Marcello Soleri, in uno scatto del luglio 1945

Marcello Soleri, in uno scatto del luglio 1945

Il 28 maggio 1882, non il 28 aprile come erroneamente riportato da alcune fonti, nacque a Cuneo Marcello Soleri. Della città sarebbe diventato sindaco nel 1912 dopo un’infanzia e una giovinezza non facili, anche perché rimase orfano di padre molto presto e la mamma, Elvira Peano, sorella di Camillo Peano (altro personaggio cuneese poco ricordato), fu costretta a trasferirsi a Torino, dove Marcello e il fratello Elvio poterono comunque studiare e farsi una posizione nella borghesia del tempo.

[Busto di Marcello Soleri, opera di Giovanni Taverna]

Marcello si laureò in giurisprudenza nel 1903, si sposò con Tisbe Sanguinetti quattro anni più tardi, divenne padre di Modesto nel 1908.

Il resto della sua vita lo raccontano i libri della storia d’Italia, nella quale questo grande personaggio cuneese ha inciso, e parecchio, quantunque non ce ne sia la dovuta consapevolezza. 

Davvero in sintesi. Deputato dal 1914 nella prima elezione a suffragio universale maschile. Poi ufficiale degli Alpini, nella Grande Guerra. Ministro delle Finanze, ministro della Guerra e autore della “Proclamazione dello stato d’assedio” nell’ottobre del 1922 (che Vittorio Emanuele III non firmò), anti-aventiniano, giolittiano fino alla fine, antifascista e oppositore del regime, temuto e rispettato dal regime nel Ventennio e infine richiamato alla politica attiva nel CLN e ministro del Tesoro con i governi Bonomi e Parri.

La sua morte improvvisa nel luglio 1945, a causa di una leucemia, tolse al nascente Stato italiano uno dei più preparati, intelligenti e incorruttibili uomini politici del tempo, che lasciò in eredità, oltre a molte pagine di buon senso piemontese anche una fondazione. Di cui in realtà molti cuneesi ignorano l’esistenza.

Poche settimane fa la 'Fondazione Borse di Studio Avv. Marcello Soleri' ha elargito due borse di studio a studenti meritevoli, associate ad altre tre della 'Società di Mutuo Soccorso ed Istruzione Artisti ed Operai di Cuneo', continuando a portare avanti una precisa volontà dell’avvocato Marcello.

La 'Fondazione Soleri' infatti nacque per sua volontà il 23 ottobre 1945 alcuni mesi dopo la sua morte. Una lettera del notaio Bongioanni notificava al presidente della Società Operaia che il testamento olografo del 12 gennaio 1944 e relativa aggiunta del 16 gennaio 1945 aveva disposto “… il lascito di lire 100.000 per istituire una o più borse di studio a favore di giovani poveri… che frequentino Scuole professionali o Tecniche anche universitarie… e con tale capitale nasca una 'Fondazione Soleri' … amministrata da un consiglio di cinque persone delle quali tre nominate dall’amministrazione della Società operaia Maschile, una dal capo del Comune mentre la quinta sarà mio figlio Modesto e dopo di lui altre persone della famiglia Soleri da designarsi da questa”.

Oggi la rappresentante della famiglia Soleri nella Fondazione è Olimpia Soleri, archeologa e pronipote di Marcello in quanto discendente del fratello Elvio (il figlio Modesto non ebbe eredi).

È con lei che si è parlato del Marcello Soleri meno conosciuto, quello famigliare, retto, onesto, integerrimo, molto rispettato e… visionario.

Sì, perché quando un ingegnere delle Ferrovie dello Stato, non un archistar, gli propose il progetto del viadotto, una roba avveniristica, con sede stradale e ferroviaria, la stazione posizionata sull’altipiano, una parte in curva per raggiungerla, non fece una piega, e fece modificare il piano regolatore. Se non ci vedeva lontano uno così… . 

Il Soleri meno conosciuto, quello che passava l’estate alla cascina “Cannubia”, andava a trovare il fratello Elvio nella villa di campagna a Caraglio, in bellissima posizione a due passi dal Filatoio, andrebbe riscoperto.

Se lo augura proprio la gentilissima Olimpia, che almeno nel 2025 in occasione degli 80 anni dalla scomparsa, i cuneesi scoprissero che Marcello Soleri non era soltanto, come qualcuno pensa “quello a cui è stato dedicato il ponte”, ma un uomo che in un’epoca complicata si distinse per lungimiranza e visione politica.

E per generosità. La destinazione delle borse di studio a ragazzi meritevoli frequentanti “scuole professionali tecniche”, lasciava intravedere la parte razionale e pragmatica di un Marcello Soleri che, seppur liberale, intuiva l’importanza della formazione tecnica, non figlia minore di quella classica o accademica.

La 'Fondazione Borse di Studio Avv. Marcello Soleri' prosegue oggi su questa strada e ha cambiato nello statuto soltanto le modalità di elargizione dei contributi, che un tempo coprivano tutto il corso di studi del meritevole. Oggi sono erogate annualmente, su decisione del consiglio di amministrazione e sono una forma di incoraggiamento e aiuto agli studenti e tengono conto dei voti scolastici e dell’ISEE, contribuiscono a sollevare le famiglie dalle spese per libri e altro.

Di ulteriori aspetti della figura di Marcello Soleri parleremo in una seconda puntata. Per il momento raccogliamo la speranza di Olimpia Soleri che la città di Cuneo si ricordi del suo antenato nel 2025, in occasione dell’anniversario della scomparsa, e lo faccia conoscere di più ai giovani. 

Anche la 'Società Operaia' cuneese andrebbe conosciuta meglio: nel 2001 ha compiuto 150 anni (anno di fondazione 1851) e in quella occasione è stato pubblicato un bel volume con oltre 100 fotografie, a cura di Alessandra Demichelis per l'editore AutAut.

Tornando a Marcello Soleri, nel guazzabuglio di personaggi che occupano l’arena politica oggi, di persone preparate, serie, visionarie, inattaccabili e incorruttibili come lui, ce ne sarebbe davvero bisogno. Di questo ne siamo certi tutti. 

[Il viadotto che porta il nome dello statista]

Silvano Bertaina

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