Un esilarante duello tra i migliori tiratori di archibugi (una delle prime armi da fuoco portatili a canna lunga) di Barge e Bibiana, con risvolti burleschi e inattesi.
Quanto narra "La partita del Tavolasso da Barge a Bibiana", un antico poemetto comico del 1791 che sarà presentato venerdì 26 luglio alle 18,30 alla libreria L’Ortica in via della Resistenza, 4, (Complesso Le Corti) a Saluzzo. L’opera, recentemente ritrovata e ripubblicata dal Cenacolo studi "Michele Ginotta" di Barge, era stata data alle stampe a Torino oltre 200 anni fa ma, dopo secoli di oblio, di essa circolava solo una fotocopia.
Il poemetto narra una disfida tra i paesi di Barge e la vicina Bibiana. Ritrovato nel 2020 in una biblioteca antiquaria, è composto da due canti, una trentina di pagine in tutto, con sestine ed endecasillabi.
Ora è stato ristampato dall'associazione culturale Cenacolo studi Michele Ginotta, che nella collana "Studia nostri liber" edita libri antichi e locali.
“Fino a pochi anni fa ne avevo vista solo una fotocopia - racconta Mauro Comba, presidente del Cenacolo - ma l'originale sembrava introvabile. La mia ricerca è partita nel 2008. Avevo letto dell'esistenza di ‘La partita del Tavolasso’ e sono stato spinto nella sua ricerca da due indizi: un libro dello storico locale Giorgio Di Francesco e una fotocopia che mi aveva mostrato Piero Riva, storico e artista di Bagnolo Piemonte. Quattro anni fa ho trovato una copia originale, poi una seconda. Così abbiamo deciso, come Cenacolo, di approfondirne lo studio e preparare un'edizione critica arricchita con un inserto contenente opere di Andrea Nisbet, Piero Riva e Luigi Stoisa”.
Al centro della vicenda ci sono l'abate Bolla, il miglior tiratore di Bibiana, e Pieretto, il più abile di Barge. La loro sfida, che si svolge in un clima di accesa rivalità, vede la vittoria del bibianese. Tuttavia, la gara è solo un pretesto per narrare un affresco più ampio della società piemontese di quel tempo. "La partecipazione di tiratori provenienti da Torre Pellice e Luserna San Giovanni testimonia i rapporti pacifici tra valdesi e cattolici", sottolinea Comba.
La narrazione è ricca di colpi di scena, risse tra bargesi e bagnolesi, ma anche di momenti di festa e convivialità: danze, canti, bande militari, parate di cavalieri e dame in carrozza. Non mancano poi le satire sociali, che prendono di mira preti, monaci e persino i soprani e i castrati dell'opera di Torino, forse influenzati dall'aria rivoluzionaria che soffiava in quegli anni.
L'ambientazione non è casuale in quanto Barge vanta una lunga tradizione nella produzione di armi, grazie alla nobile famiglia Thorosano.
La riscoperta de 'La partita del Tavolasso' è un'occasione preziosa per conoscere la storia e la cultura piemontese di fine Settecento. Un poemetto che, con la sua ironia e il suo sguardo disincantato, offre un affresco vivace e appassionante di quell'epoca.
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