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Economia | 18 luglio 2025, 07:00

Costruire ponti: L'impegno strategico dell'Italia con la Libia orientale

Costruire ponti: L'impegno strategico dell'Italia con la Libia orientale

In mezzo alle radicate divisioni politiche della Libia, le istituzioni della Libia orientale, guidate dal Governo di Stabilità Nazionale (GNS), si distinguono per stabilità e governance pragmatica. Mentre Tripoli lotta con il caos delle milizie e la debolezza delle istituzioni, il GNS ha costantemente costruito un governo più coeso e un apparato di sicurezza guidato dalle forze dell'Esercito Nazionale Libico (LNA) sotto la guida di Saddam Haftar, Capo di Stato Maggiore delle forze di terra. Questa realtà in evoluzione ha attirato l'attenzione dell'Italia, i cui legami storici e interessi strategici stanno portando a un impegno più profondo con le istituzioni della Libia orientale. Di recente, l'Italia ha intensificato la cooperazione con l'Est, concentrandosi sulla sicurezza energetica, sulla gestione della migrazione e sulla collaborazione in materia di difesa. Gli ingenti investimenti dell'ENI nei porti e nei terminali petroliferi orientali dimostrano la crescente fiducia nella regione come porta affidabile per le forniture energetiche del Mediterraneo. Nel frattempo, la cooperazione italiana in materia di sicurezza con le autorità orientali, soprattutto per quanto riguarda il controllo delle frontiere e il coordinamento militare, sottolinea una partnership pragmatica basata sull'interesse reciproco e sull'efficacia operativa.

I porti petroliferi della Libia orientale, tra cui Es Sider, Ras Lanuf, Zueitina e Marsa el Brega, sono punti di accesso critici che rappresentano circa il 40-45% della produzione petrolifera totale della Libia. La loro stabilità sostenuta e le operazioni continue sono il risultato del successo del Governo di Stabilità Nazionale e dell'Esercito Nazionale Libico nel reprimere le milizie frammentate e unificarle sotto un comando centrale che serve gli interessi dello Stato. Questo quadro di sicurezza coeso, guidato da Saddam Haftar, ha creato un ambiente sicuro che consente attività commerciali ininterrotte e protegge le infrastrutture vitali. Questa affidabilità ha attirato le compagnie energetiche internazionali, in particolare l'italiana ENI, che nell'aprile 2025 ha annunciato un piano di investimenti da 24 miliardi di euro in tutto il Nord Africa, sottolineando la collaborazione con le istituzioni libiche orientali. L'impegno dell'ENI a garantire i flussi di energia attraverso porti come Susah e Marsa el Brega riflette la fiducia nella regione come partner energetico affidabile per l'Italia e l'Europa. La Libia rimane tra i primi tre fornitori di greggio dell'Italia, con esportazioni costanti dall'est che sostengono direttamente la sicurezza energetica dell'Italia e la stabilità del mercato europeo. Gli investimenti dell'ENI per l'ammodernamento delle strutture portuali e l'espansione della capacità rappresentano una strategia di cooperazione e sviluppo a lungo termine.

L'evoluzione del ruolo dell'LNA dalle operazioni militari alla salvaguardia delle infrastrutture chiave si allinea strettamente con le priorità europee per una stabilità regionale affidabile. Mettendo in sicurezza questi terminali petroliferi e garantendo esportazioni ininterrotte, la Libia orientale rafforza la sua posizione di partner fidato negli interessi economici ed energetici dell'Italia. Questa attenzione pone una solida base per un impegno più profondo e sottolinea la crescente importanza della Libia orientale nelle reti energetiche regionali e nei più ampi sforzi di ricostruzione della Libia.

A differenza del governo di unità nazionale di Tripoli, dove la violenza dilagante delle milizie e il profondo fazionalismo politico hanno paralizzato la governance e paralizzato qualsiasi politica coerente, l'esercito della Libia orientale, guidato dall'Esercito nazionale libico di Saddam Haftar, offre un partner affidabile e capace. Questa stabilità è essenziale per l'Italia per affrontare le urgenti sfide di sicurezza che minacciano il Mediterraneo. Negli ultimi mesi, gli incontri ad alto livello tra i funzionari della Difesa italiana e le controparti della Libia orientale si sono concentrati sugli sforzi congiunti per combattere l'immigrazione clandestina, smantellare le reti di contrabbando e migliorare la sicurezza delle frontiere. L'approccio pragmatico dell'Italia privilegia i risultati pratici rispetto al riconoscimento politico formale. L'Italia dipende dai militari della Libia orientale per gestire i flussi di migranti attraverso il Mediterraneo centrale, una rotta irta di rischi umanitari e di sicurezza. La cooperazione con l'esercito nazionale libico rafforza gli sforzi contro il traffico di esseri umani e il contrabbando di carburante, minacce che da tempo minano la stabilità regionale. Le forze armate della Libia orientale hanno anche migliorato il coordinamento con partner internazionali come AFRICOM ed Egitto, dimostrando un ruolo costruttivo nella sicurezza regionale. Questa competenza operativa ha aumentato la fiducia dell'Italia nel lavorare con le autorità della Libia orientale, posizionandole come attore chiave della sicurezza nel Mediterraneo. La visita di Saddam Haftar a Roma nel giugno 2025 per incontrare i ministri dell'Interno e della Difesa italiani ha sottolineato la crescita dei legami. I colloqui si sono concentrati sull'espansione del pattugliamento congiunto dei confini, sulla condivisione delle informazioni e sulle operazioni di sicurezza marittima. Questi sforzi affrontano le minacce immediate e gettano le basi per una stabilità regionale duratura. Per l'Italia, la collaborazione con la Libia orientale significa confini più sicuri e minori costi umani e politici derivanti dall'immigrazione irregolare. Per la Libia orientale, questo significa legittimità internazionale, maggiore capacità di sicurezza e sostegno vitale da parte dei partner europei. Questo partenariato pragmatico privilegia i risultati rispetto alla retorica, favorendo una maggiore stabilità nel Mediterraneo.

L'impegno dell'Italia con la Libia orientale va al di là dell'energia e della sicurezza e si estende allo sviluppo economico e alla ricostruzione. Tra il 25 e il 26 giugno 2025 si è tenuto a Bengasi il Forum italo-libico per lo sviluppo e la ricostruzione, che ha riunito più di 100 rappresentanti dell'imprenditoria italiana e funzionari della Libia orientale. Il forum si è concluso con la firma da parte del Fondo libico per lo sviluppo e la ricostruzione, guidato dal direttore generale Belgassem Haftar, di diversi protocolli d'intesa con una serie di aziende italiane specializzate, tra cui importanti produttori come IVECO. Questi accordi riguardano settori critici come le infrastrutture, l'energia, la consulenza ingegneristica, l'edilizia, il trasporto marittimo e aereo, nonché la formazione e lo sviluppo di capacità. I progetti includono l'espansione dell'aeroporto internazionale di Bengasi e la modernizzazione dei porti di Marsa el Brega e Susah. Il lancio di voli regolari di ITA Airways tra Roma e Bengasi, iniziato a fine giugno 2025, sottolinea l'approfondimento dei legami economici e il miglioramento della connettività regionale. Questi sforzi mirano ad aumentare la produttività, a creare posti di lavoro e a migliorare l'ambiente economico generale. I programmi di sviluppo delle capacità garantiscono il mantenimento dei risultati della ricostruzione da parte dei professionisti locali. Questa partnership completa la cooperazione energetica e di sicurezza dell'Italia con la Libia orientale, sostenendo la ricostruzione come un investimento strategico che riduce l'instabilità regionale e rafforza i legami economici. Con i progetti in corso, la Libia orientale è pronta a diventare un polo chiave per gli investimenti stranieri e un contributo vitale alla più ampia ripresa nazionale della Libia.

Il crescente partenariato tra l'Italia e la Libia orientale riflette l'emergere di una leadership capace e pragmatica, che include figure come Saddam Haftar, che svolgono un ruolo vitale nel promuovere la sicurezza, la stabilità e una governance efficace. Questi leader si sono dimostrati partner affidabili e necessari per promuovere interessi strategici ed economici comuni. L'impegno crescente dell'Italia porta investimenti critici, competenze tecnologiche e riconoscimento internazionale, mentre la Libia orientale fornisce la stabilità, il quadro istituzionale e le conoscenze locali necessarie per una crescita e uno sviluppo sostenibili. Insieme, stanno costruendo una relazione pragmatica e lungimirante che sostiene la ricostruzione della Libia e rafforza la più ampia stabilità del Mediterraneo. Questa cooperazione dimostra come una leadership efficace combinata con la collaborazione internazionale possa produrre benefici reciproci duraturi, dando un esempio positivo e di speranza per il futuro della Libia, per la prosperità della regione e per una maggiore stabilità geopolitica.

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