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Attualità | 23 gennaio 2026, 06:02

L'INTERVISTA / La giovane cuneese Letizia Migliore ad Area Sanremo: "Le scarpette rosse non bastano più"

A 16 anni compone "Vite senza Vita", il brano ispirato dalla morte di Giulia Cecchettin che ha conquistato il web. "Ho capito che dovevo combattere per lei e per tutte quelle ragazze che ora non hanno più voce"

Letizia Migliore

Letizia Migliore

A Cuneo anche i giovanissimi si cimentano nell'arte: questa volta si tratta di Letizia Migliore, talento in erba di soli 16 anni, che ha partecipato ad Area Sanremo nel mese di dicembre del 2025. Area Sanremo è un contest che si svolge prima del celebre Festival, aperto ad artisti emergenti dai 16 ai 29 anni che desiderano concorrere per l'accesso a Sanremo Giovani e, potenzialmente, al palco dell'Ariston.

Letizia ha partecipato come cantautrice, con una canzone, di cui ha composto sia il testo che la musica, dal forte titolo "Vite senza Vita", un pezzo che affronta con coraggio e fermezza una problematica molto presente nella società odierna, quella del femminicidio. Il brano, uscito su tutte le piattaforme digitali il 19 dicembre, ha avuto una grande visibilità, raccogliendo moltissime visualizzazioni, che ammontano a 210.000 su Tik-Tok e a quasi 400.000 mila su Youtube, e altrettanti commenti e likes.

Letizia Migliore attualmente frequenta il Liceo Musicale Ego Bianchi, ma ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica molto prima: a 7 anni ha iniziato un corso di pianoforte classico, poi si è aggiunta la chitarra e qualche anno dopo anche l'ukulele, che la cantante ha imparato da autodidatta. A 11 anni Letizia ha composto il suo primo pezzo. E ora, a 16, "Vite senza Vita". 

Noi abbiamo avuto il piacere di farle qualche domanda, a voi l'intervista.

Letizia, "Vite senza vita" è un titolo molto potente. Come ti è venuta l'idea di scrivere una canzone su un tema così delicato come il femminicidio? C'è stato un momento particolare che ti ha ispirata?

"Era l'11 novembre 2023. Mi ricordo bene questo giorno, perché sono stata molto colpita dalla morte di Giulia Cecchettin. Giulia era prossima alla laurea, stava per spiccare il volo ma quelle ali sono state fermate. Ha mosso in me quella tristezza, quell’amarezza, quell’emozione che ha fatto nascere “Vite senza vita”, perché quella ragazza mi ha fatto piangere, riflettere ma ha anche tirato fuori delle emozioni di rabbia, di rivincita. Ho capito che dovevo combattere per lei e per tutte quelle ragazze che ora non hanno più voce, perché il solo errore che hanno commesso è stato quello di fidarsi della persona sbagliata. I nomi delle altre ragazze li ho aggiunti dopo, nel 2025: Martina, una ragazzina di 14 anni, per non dire bambina, uccisa e nascosta sotto un vecchio materasso; Chiara, con i suoi sogni, crollati in fondo ad una scarpata, bruciati; Agnese, una madre con i figli piccoli, uccisa dall'uomo che aveva promesso di amarla; e Saman, una ragazza che voleva amare liberamente, invece di accettare un matrimonio scelto dal padre, che l'ha strangolata per questo. Queste ragazze erano morte prima di esserlo fisicamente: pedinate, stalkerate, spaventate. Ma una vita nella paura non è vita, e da qui il titolo."

Hai solo 16 anni e hai già scritto sia il testo che la musica del tuo brano. Com'è stato il processo creativo? Da dove hai iniziato: dalle parole o dalla melodia?

"In questo caso, per me era molto importante far passare un messaggio e creare un pezzo che si avvicinasse al cantautorato, per cui ho iniziato dal testo, che diventa il cuore della canzone. Penso che quando si parte dalla melodia, si ottiene spesso una canzone più pop, sicuramente orecchiabile, ma a volte superficiale come i tormentoni estivi."

Partecipare ad Area Sanremo deve essere stata un'esperienza incredibile. Raccontaci: quali sono state le emozioni più forti di quella settimana? 

"È stata un'esperienza bellissima, interessante e formativa. Nonostante la grandezza del palco, mi sentivo tranquilla. Ho potuto conoscere altri ragazzi della mia età e più grandicelli. Incontrare altri coetanei con la mia stessa passione è stato grandioso."

La tua canzone ha avuto un successo straordinario sui social, con video che hanno raggiunto quasi 400.000 visualizzazioni. Ti aspettavi questa risposta? Come ti sei sentita leggendo i commenti delle persone?

"Non mi aspettavo questa risposta sui social, o comunque non mi aspettavo di raggiungere certi numeri, cosa che mi rende felice, perché vuol dire che è un tema ancora caldo, che tocca diverse persone. Ero e sono soddisfatta quando leggo i commenti, perché mi fanno capire che il mio messaggio è arrivato."

"Vite senza vita" nasce con l'intento di muovere le coscienze. Qual è il messaggio che vorresti arrivasse soprattutto ai tuoi coetanei?"

"Con 'Vite senza vita' volevo far riflette, denunciare un problema che esiste e che non si può ignorare. La violenza di genere si manifesta in diverse forme, può essere psicologica o fisica, con livelli di gravità differenti. Dallo stalking al femminicidio, la violenza sulle donne spesso viene taciuta dalle stesse vittime, rendendo difficile individuarla e intervenire. Il brano inizia parlando di cuori senza vita, cuori perché quelle donne hanno amato, hanno dato il loro cuore, si sentivano amate da quelle persone che invece di amarle e proteggerle le hanno uccise. Vorrei che se ne parlasse sempre di più perché sembra che non se ne parli mai abbastanza. Le scarpette rosse non bastano più, Dio, che ci ha insegnato ad essere umani, non basta più, la mia canzone dice: 'Basta!' e lo dobbiamo gridare tutti!"

Guardando al futuro: quali sono i tuoi sogni musicali? Continuerai a scrivere brani che affrontano tematiche sociali importanti o vuoi esplorare anche altri generi e stili?

"Amo la musica e vorrei mi accompagnasse per tutta la mia vita. Ancora non so che cosa fare nel futuro, ma penso che dopo la scuola probabilmente sceglierò un conservatorio con pianoforte e canto. Mi piacerebbe partecipare a qualche talent show, e poi chi sa. Intanto, per l'estate uscirà un nuovo singolo, sicuramente più leggero di "Vite senza vita", ma niente spoiler, sarà una sorpresa!"

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Daria Abashkina

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