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Cronaca | 06 febbraio 2026, 19:52

Botte e minacce insulti all’ex compagna: 50enne braidese prosciolto in appello dopo la condanna in primo grado

Cinque i capi di imputazione che pendevano sull’impiegato dopo la burrascosa conclusione della vicenda sentimentale lo aveva legato a una imprenditrice cuneese

Botte e minacce insulti all’ex compagna: 50enne braidese prosciolto in appello dopo la condanna in primo grado

In primo grado era stato condannato a 9 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta dell’accusa di 2 anni e 3 mesi.

In appello è stato ora assolto l’impiegato 50enne braidese finito a processo in ragione di cinque capi di imputazione legati alla burrascosa conclusione della vicenda sentimentale che negli anni compresi tra il 2020 e il 2022 lo aveva legato a una 60enne cuneese.

Era stata la donna, di professione imprenditrice, a presentare querela nei confronti dell’ex compagno, classe 1975, rinviato a giudizio per maltrattamenti, atti persecutori, danneggiamento, violazione di domicilio e lesioni aggravate.

Un’accusa, quest’ultima, conseguenza dell’aggressione che lei dovette subire nell’agosto 2022, strattonata per un orecchio, al punto da farlo sanguinare, e colpita anche con un calcio a un ginocchio, e costretta quindi a farsi medicare al Dea dell’ospedale "Santa Croce" di Cuneo.

Un fatto giunto peraltro al culmine di una relazione sentimentale e di una convivenza caratterizzata da più episodi di molestie e minacce, con insulti, denigrazioni ed epiteti ai danni della donna, che rimproverava invece lui per l’uso eccessivo di alcol cui sarebbe stato abituato. Non infrequenti i casi di rimbrotti, piatti spaccati per terra e spintoni in un escalation culminata con le botte accompagnate da minacce come "te la farò pagare!".

Da qui la denuncia, il rinvio a giudizio e il processo, nel quale la donna si era costituita parte civile. 

Il 9 dicembre 2024 il Tribunale di Asti si era pronunciato condannando l’uomo a 9 mesi di reclusione, coi doppi benefici di legge, per danneggiamento, violazione domicilio e lesioni aggravate, e assolvendolo invece per gli altri reati.

L’impiegato era stato inoltre condannato a pagare le spese legali della parte civile e una provvisionale pari a 1.000 euro.

Mercoledì 4 febbraio il pronunciamento di secondo grado. Di fronte alla prima sezione della Corte d’Appello di Torino la procuratrice Sara Panelli ha chiesto la conferma della condanna. Il collegio – presidente Riccio, giudici Fidelio e Fedeli – ha invece accolto la richiesta dell’avvocato difensore Roberto Ponzio e quindi prosciolto il 50enne escludendone la colpevolezza per la particolare tenuità del fatto.

"In parziale riforma della sentenza di primo grado l'imputato è stato prosciolto per tenuità del fatto, ma la corte ha confermato sia il riconoscimento del risarcimento del danno e della provvisionale con possibilità di agire per separato giudizio civile che la condanna al pagamento delle spese legali anche per il secondo grado di giudizio", rimarca l’avvocata Carmen Carola Casella del foro di Torino, che ha assistito la donna nel giudizio di appello . 

Disposto un termine di 45 giorni per il deposito delle motivazioni.

E. M.

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