Le associazioni ambientaliste cuneesi – Legambiente, Pro Natura, Italia Nostra, Lipu e Di Piazza in Piazza – hanno presentato una richiesta formale di intervento alle autorità competenti in merito al progetto di riqualificazione superficiale di Piazza Europa, inserito nel Programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.
Al centro della contestazione vi è l’abbattimento previsto dei dieci cedri dell’Atlante, descritti come "esemplari di notevoli dimensioni e in buono stato di salute", oltre a circa cinquanta arbusti presenti nell’area. L’intervento ha suscitato una forte opposizione cittadina, testimoniata anche da una raccolta di circa 9.000 firme contrarie al taglio degli alberi e dalla costituzione di un comitato a loro tutela.
La segnalazione è stata indirizzata, tra gli altri, al Comando provinciale dei Carabinieri Forestali, al Commissario europeo per l’Ambiente e al Comitato di controllo della Convenzione di Aarhus, con richiesta di vigilanza e verifica di eventuali violazioni della normativa comunitaria e internazionale.
Nel documento si fa riferimento al Green Deal europeo e alla Strategia per la Biodiversità 2030, che prevedono la tutela e il potenziamento del verde urbano. Viene inoltre richiamata la Convenzione di Aarhus, ratificata dall’Italia, che garantisce il diritto dei cittadini a partecipare ai processi decisionali in materia ambientale. Secondo le associazioni, nel caso specifico non vi sarebbe stata un’adeguata consultazione pubblica, né sarebbero state prese in considerazione soluzioni progettuali alternative proposte dalla cittadinanza.
Ulteriore elemento di rilievo riguarda la Direttiva 2009/147/CE “Uccelli”, che tutela tutte le specie di avifauna selvatica. Le associazioni sottolineano come l’avvio del periodo di nidificazione – anticipato negli ultimi anni anche a causa dei cambiamenti climatici – comporti il divieto di abbattimento degli alberi. A sostegno di tale posizione viene citata anche una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-784/23 del 1° agosto 2025), che ribadisce l’applicazione delle restrizioni al taglio non solo per le specie minacciate ma per tutte le specie di uccelli selvatici, richiamando inoltre il principio della “deliberatezza” in caso di distruzione intenzionale di habitat.
In particolare, è stato chiesto ai Carabinieri Forestali di Cuneo di vigilare sull’eventuale presenza di nidificazioni e di intervenire tempestivamente qualora si ravvisassero violazioni.














