Le nomine del nuovo Organo di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, in scadenza a fine aprile, infiammano il Consiglio comunale di Saluzzo.
In verità, al Comune spetta una sola designazione nell’OdI, ma tanto è bastato a sollevare una polemica che ha portato i sei consiglieri di minoranza, Giovanni Damiano, Claudio Capitini, Riccardo Conte, Nicolò Giordana, Daniele Alberto e Paola Sanzonio ad abbandonare l’aula in segno di protesta.

L’ordine del giorno presentato da Damiano esprimeva sostegno alla Fondazione Crs chiedendo un impegno all’amministrazione comunale rispetto alla difesa della sua autonomia e, al contempo, richiedeva un procedimento di evidenza pubblica “nell’ottica della trasparenza e della partecipazione , finalizzato alle nomine di competenza comunale”.
Il sindaco Franco Demaria si è detto favorevole all’autonomia, pur auspicando un rapporto di collaborazione con le altre Fondazioni consorelle.
Il riferimento del sindaco, per quanto non esplicito, è stato alla CrSavigliano, la cui Cassa di Risparmio aprirà in autunno una importante filiale a Saluzzo.
Demaria, ribadendo l’importanza della Fondazione per il territorio, ha inviato gli esponenti dell’opposizione a ritirare l’odg.
Analogo nella sostanza l’intervento del consigliere di maggioranza Paolo Battisti, il quale ha ribadito la legittimità dell’atto del sindaco nella nomina del rappresentante del Comune, Alida Anelli, considerando anche il fatto che il suo mandato non era stato completo.
Duro l’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Nicolò Giordana.
“Nei giorni scorsi – ha detto Giordana - avevano presentato un ordine del giorno con cui chiedevamo impegno a difendere l’autonomia della Fondazione e adottare, per la nomina di competenza comunale del membro dell’Organo di indirizzo, un percorso trasparente e pubblico fondato su criteri oggettivi e comparativi. La risposta della maggioranza non si è limitata (come sempre accade) al muro, alla chiusura ad ogni confronto. È successo qualcosa di più grave: il giorno immediatamente dopo la richiesta, il sindaco ha formalizzato con atto unilaterale la designazione della dott.ssa Alida Anelli (ricordiamo, per 13 anni assessore nelle giunte di centrosinistra Allemano e Calderoni)”.
Giordana, a nome dei colleghi di opposizione, ha lamentato la mancanza di una discussione preventiva e l’assenza di un avviso pubblico e come la decisione fosse stata “calata dall’alto”.
I consiglieri di minoranza hanno criticato duramente il metodo: “quando una scelta, che incide sugli equilibri di un’istituzione centrale per il territorio, viene sottratta alle più tradizionali logiche della trasparenza, si compie una forzatura che indebolisce il ruolo del Consiglio e alimenta potenziali sospetti di gestioni autoreferenziali delle nomine. La Fondazione – hanno ribadito in una nota stampa diffusa a conclusione del Consiglio comunale - non deve essere il terreno di occupazione della maggioranza di turno. È un’istituzione strategica per lo sviluppo del territorio che gestisce risorse decisive per associazioni, cultura e welfare. È patrimonio di una intera comunità”.
Ancor più aspro il giudizio politico: “Blindare una nomina proprio nel momento in cui si chiedeva trasparenza – scrivono nel comunicato stampa - non ha molte letture: significa voler evitare il confronto, trasformare una prerogativa istituzionale in un atto di forza politica. Ma la trasparenza non è un favore all’opposizione, è un dovere verso i cittadini.
Considerazioni e valutazioni che hanno determinato l’abbandono dell’aula.

“Non legittimeremo mai un metodo che mortifica la dialettica democratica. La città – hanno scritto in calce al loro comunicato - merita istituzioni aperte, non decisioni prese nelle stanze e comunicate a cose fatte”.
Il presidente del Consiglio comunale, Andrea Momberto, dopo l’uscita degli esponenti di minoranza, ha interrotto la seduta per valutare il da farsi.
Dopo una sospensione di una decina di minuti il Consiglio è proseguito, non essendo venuto meno il numero legale.
Ha ripreso la parola il sindaco Franco Demaria: “Esprimo profondo rammarico – ha detto – per quanto avvenuto, un episodio che in tanti anni di attività amministrativa non si era mai verificato”.
Diretta la replica al consigliere Giordana: “Alla luce dei fatti – ha affermato Demaria – ritengo che la dichiarazione del consigliere Giordana fosse già stata predisposta indipendentemente dalla risposta che avrei fornito”.
E poi la chiosa: “Ribadisco la legittimità della designazione della dottoressa Anelli con riferimento ai criteri contenuti nella deliberazione citata dal consigliere inerente gli indirizzi per le nomine e le designazioni e alle specificazioni contenute circa la prassi e l’esercizio della discrezionalità in capo al sindaco. Rinnovo l’invio a tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza – ha concluso il sindaco – a mantenere sempre il confronto entro i confini del rispetto reciproco e della correttezza istituzionale nell’interesse della collettività”.
L’ordine del giorno è stato quindi posto in votazione ed è stato respinto da tutta la maggioranza, dal momento che i banchi dell’opposizione erano vuoti.
La querelle non sembra comunque destinata a fermarsi qui, dal momento che le minoranze - nel loro comunicato - lasciano intendere di voler dirimere il caso direttamente con il Ministero dell’Economia, supremo organo di vigilanza delle Fondazioni di origine bancaria.
















